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Giambellino

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Giambellino: San DomenicoGiambellino: San Domenico
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Introduzione

Giambellino Soprannome di Giovanni Bellini (Venezia 1432 ca. - 1516), pittore italiano; esercitò un’influenza determinante nello sviluppo della pittura veneta tra XV e XVI secolo.

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La formazione e le prime opere

Figlio di Jacopo e fratello di Gentile Bellini, risentì nelle sue opere giovanili soprattutto dell'influsso del cognato, il pittore padovano Andrea Mantegna: da quest'ultimo Bellini apprese l'arte dello scorcio prospettico, la resa plastica della figura umana, l'importanza delle linee di contorno e dello schema della composizione, come si può notare nell'Orazione nell'orto (1460 ca., National Gallery, Londra). Tuttavia Bellini maturò presto uno stile proprio, caratterizzato da una particolare percezione della luce e del colore, da una spiccata sensibilità per il paesaggio naturale e dalla straordinaria capacità di ritrarre nei suoi personaggi sentimenti ed emozioni.

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La ricerca sul colore e sulla luce

Questa impostazione stilistica si modificò ulteriormente negli anni successivi. A partire dal 1470 le tele di Bellini sono sempre più dominate dal colore, che arriva a sfondare la forma fino a diventare assoluto protagonista della composizione. L'artista apprese dall'arte fiamminga e dall'opera di Antonello da Messina le possibilità tecniche ed espressive della pittura a olio, che da allora preferì sempre alla tempera. Le campiture di colore acquistarono così maggiore profondità e si piegarono a esplorare le infinite relazioni tra luce, aria e materia; la distinzione tra forme e spazio diventava meno evidente, il colore si espandeva a rendere la luce e l'aria, i contorni scomparivano gradualmente, mentre le figure risultavano costruite dalla luce e dall'ombra. Il San Francesco (1480 ca., Frick Collection, New York) e la Trasfigurazione (1480 ca., Museo di Capodimonte, Napoli) sono due tappe importanti di questo processo di crescita artistica, il cui linguaggio si farà più sicuro nelle opere del decennio seguente: la Pala di San Giobbe (1485 ca.) e la Madonna degli alberi (1487), entrambe all'Accademia di Venezia, e il più strutturato Trittico dei Frari (1488, Chiesa dei Frari, Venezia).

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La piena maturità artistica

Lo stile di Bellini giunse a piena maturazione verso il 1500. Già nel San Francesco, il ruolo di primo piano attribuito al paesaggio e alla natura, unitamente alla perfetta resa dei dettagli descritti alla maniera fiamminga, rappresentavano un traguardo espressivo fino ad allora senza eguali. Bellini lavorò quindi a una serie di monumentali pale d'altare dedicate alla Madonna in trono tra santi, nelle quali le figure, lo spazio, la luce, le architetture e i paesaggi si compongono in un equilibrio perfetto, in un'armonia di relazioni e rimandi che pare frutto di un felice stato di grazia, del tutto spontaneo. Questi dipinti, tra cui si ricorda la Madonna con il doge Agostino Barbarigo (1488, San Pietro Martire, Murano), sono splendidi esempi di arte rinascimentale.

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