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Positivismo

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Auguste ComteAuguste Comte
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Introduzione

Positivismo Indirizzo filosofico fondato sulla posizione privilegiata della conoscenza scientifica e sperimentale, concepita come l'unica forma legittima di conoscenza della realtà. La parola 'positivismo' fu utilizzata per la prima volta da Saint-Simon per indicare la caratteristica propria del sapere scientifico, inteso come un sapere 'positivo', cioè rivolto alla realtà effettiva (in contrapposizione alle vuote astrazioni della metafisica), e pertanto valido perché verificabile sperimentalmente. Ma il vero e proprio fondatore del positivismo è stato Auguste Comte, allievo e collaboratore di Saint-Simon e autore di un Corso di filosofia positiva in sei volumi (1830-1842). I diversi pensatori che si sono riallacciati alle sue idee, pur dando luogo a indirizzi autonomi, hanno perlopiù condiviso le seguenti tesi: il rifiuto della metafisica come pseudosapere, l'identificazione dell'oggetto della conoscenza con i dati di fatto così come sono studiati dalle scienze sperimentali, l'estensione dei metodi della scienza naturale a tutti i settori del sapere, la fiducia nel progresso dell'umanità come effetto del progresso scientifico. Erede in larga parte dell'illuminismo del Settecento e dello spirito dell'empirismo inglese, il pensiero positivistico non è del tutto estraneo al clima delle filosofie romantiche della storia sviluppatesi nei primi decenni dell'Ottocento. Ma soprattutto il positivismo avrebbe costituito, nel corso del XIX secolo, una prospettiva globale che guardava con ottimismo ai grandi mutamenti culturali in atto nella società europea e negli Stati Uniti, entrati nella fase dell'industrializzazione. Si possono nondimeno distinguere alcuni orientamenti di fondo del positivismo ottocentesco.

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Il positivismo di Comte

Secondo Comte le conoscenze umane sono passate attraverso tre stadi: lo stadio teologico, lo stadio metafisico, lo stadio positivo o scientifico, il quale soltanto può essere considerato come definitivo. 'Nello stadio positivo', scrive Comte, 'lo spirito umano rinuncia a indagare l'origine e la destinazione dell'universo e a conoscere le cause intime dei fenomeni, per tentare unicamente di scoprire, mediante l'uso ben combinato del ragionamento e dell'osservazione, le loro leggi effettive, cioè le loro relazioni invariabili di successione e di somiglianza'. Compito della filosofia è unicamente quello di offrire una classificazione delle scienze, che per Comte sono la matematica, l'astronomia, la fisica, la chimica e la biologia, secondo una divisione che corrisponde all'ordine storico con cui esse si sono emancipate dallo stadio teologico e metafisico per entrare in quello positivo. Ma l'obiettivo di Comte era di favorire la nascita di una nuova scienza, cioè la sociologia, che studiasse empiricamente i fenomeni sociali.

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Il positivismo inglese

In ambito inglese si possono distinguere due orientamenti di fondo del positivismo. Da un lato John Stuart Mill riprende alcune idee di Comte, come la legge dei tre stadi, ma le riformula alla luce della tradizione dell'empirismo inglese, in particolare delle concezioni di Hume, e mantiene un atteggiamento di maggior cautela nei confronti di ogni forma di generalizzazione dei risultati della scienza. Inoltre egli valuta positivamente una scienza come la psicologia, che Comte viceversa escludeva dalla sua classificazione delle scienze positive.

L'altro orientamento del positivismo inglese è dato dall'evoluzionismo filosofico di Herbert Spencer, che si rifà alle teorie dell'evoluzione biologica (come quelle di Lamarck e di Darwin), per prospettare tuttavia una legge generale dell'evoluzione. Questa, intesa come passaggio 'da un'omogeneità indefinita e incoerente a un'eterogeneità definita e coerente', starebbe alla base di tutta la natura sia inorganica sia organica, non meno che della psiche e della società umana. In questo modo tuttavia il positivismo finiva per dar luogo a generalizzazioni di tipo speculativo non lontane da quelle della metafisica da esso criticate.

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Altri orientamenti

In Germania l'importanza della scienza fu difesa soprattutto dalle scuole di tipo neokantiano, che costituirono per certi aspetti un'alternativa al positivismo, peraltro concorrenziale rispetto a esso. Una corrente di pensiero diffusa nei paesi di lingua tedesca e vicina al positivismo fu l''empiriocriticismo' di Richard Avenarius e di Ernst Mach: tipico di questo indirizzo è l'intento di escludere dall'ambito della riflessione teorica tutto ciò che non può essere ricondotto all'esperienza e che non si risolve in una descrizione dei fenomeni. Sotto questo riguardo viene respinta non solo la metafisica, ma anche il positivismo 'classico', nella misura in cui è contraddistinto da una fede nel 'potere magico della scienza'.

Alle idee di Mach, oltre che alle nuove teorie di Bertrand Russell e di Ludwig Wittgenstein, si rifecero, negli anni Venti del Novecento, i fondatori del Circolo di Vienna, tra i quali Moritz Schlick, Rudolf Carnap e Otto Neurath, che diedero vita a un indirizzo noto come neopositivismo o positivismo logico.

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