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Paolo Uccello

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Paolo Uccello: Battaglia di San RomanoPaolo Uccello: Battaglia di San Romano

Paolo Uccello Soprannome di Paolo di Dono (Pratovecchio, Arezzo 1397 ca. - Firenze 1475), pittore italiano, uno dei maestri del Rinascimento. Benché esistano pochi documenti sulla sua formazione, si sa con certezza che nel 1407 lavorò nella bottega fiorentina di Lorenzo Ghiberti e che dipinse un’Annunciazione in Santa Maria Maggiore, che non ci è pervenuta. Visse dal 1425 al 1430 a Venezia, in un ambiente ancora profondamente influenzato dal gotico internazionale; per la facciata della Basilica di San Marco realizzò un mosaico, anch’esso perduto, raffigurante san Pietro.

Tornato a Firenze, ricevette molte commissioni importanti, tra le quali la grande lunetta con l’affresco della Creazione per il Chiostro Verde di Santa Maria Novella (1431 ca.). Il suo primo capolavoro, dipinto nel Duomo, è l’affresco del monumento equestre al capitano di ventura Giovanni Acuto (1436), che rivela un virtuosismo prospettico senza precedenti. Sono di poco posteriori le due tavole intitolate San Giorgio e il drago (Musée Jacquemart-André, Parigi e National Gallery, Londra), nelle quali l’immobilità dei personaggi e l’interpretazione originale della prospettiva creano effetti fiabeschi.

Verso il 1444 fornì i disegni per due vetrate tonde ancora nel Duomo di Firenze, Natività e Resurrezione. Durante un breve soggiorno a Padova, dove era stato chiamato da Donatello, affrescò per il salone di Palazzo Vitaliani una serie di Uomini illustri, detti i Giganti per le loro dimensioni. Di nuovo al lavoro nel Chiostro Verde di Santa Maria Novella, vi dipinse la grande lunetta con il Diluvio (1447) e le Storie di Noè (1450 ca.), poderose raffigurazioni di timbro drammatico.

La sua opera più famosa è certamente costituita dai tre pannelli, dipinti per una camera di Palazzo Medici in commemorazione della Battaglia di San Romano (1456-1460), ora conservati separatamente agli Uffizi di Firenze, al Louvre di Parigi e alla National Gallery di Londra. Le tre grandi scene, brulicanti di cavalieri e soldati fissati nelle posizioni e negli scorci più impensati, appaiono quasi intarsi policromi: i cavalli in primo piano risaltano sulla superficie coloratissima con un effetto di bassorilievo. L’episodio della storia fiorentina è raccontato in modo favolistico e onirico. La prospettiva è, di fatto, la vera protagonista dei quadri di Paolo Uccello. Nel caso della Battaglia di San Romano, ogni particolare – lo scorcio del guerriero disteso a terra, le lance che si dirigono verso un unico punto di fuga – testimonia la rigorosa ricerca compositiva.

Altra opera molto nota è la Caccia notturna (1468, Ashmolean Museum, Oxford), caratterizzata dal contrasto tra il buio della pineta e le figure dei cacciatori e degli animali in fuga, illuminate dalla vivida luce della luna. Nella sua ultima opera, il Miracolo dell’ostia profanata (1469, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino), emerge un nuovo gusto narrativo e poetico.

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