Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Pronto soccorso, scelti dalla redazione di Encarta
Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Pronto soccorso

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search
Pagina 2 di 3

Pronto soccorso

Articolo
Multimedia
Pronto soccorsoPronto soccorso
Struttura articolo
5

Avvelenamento

Per aiutare una persona che ha ingerito una sostanza velenosa, la prima operazione da compiere consiste nell’identificare la sostanza, interrogando la vittima o cercando il contenitore della sostanza ingerita. Le sostanze tossiche assunte accidentalmente o con intento suicida possono essere medicinali, erbicidi, insetticidi, ratticidi e disinfettanti per la casa. La presenza di eventuali ustioni, macchie o odori caratteristici possono essere segnali utili per l’identificazione del veleno.

Come primo intervento sulla vittima risulta fondamentale diminuire nel suo corpo la concentrazione del veleno, in modo da ridurne la tossicità. Ciò si ottiene costringendo la vittima a bere una grande quantità d’acqua (a volte può risultare utile anche il latte, tranne nei casi di sostanze tossiche solubili nei lipidi: il latte potrebbe infatti accelerarne l’assorbimento da parte dei tessuti). La diluizione rallenta l’assorbimento e la diffusione del veleno negli organi vitali. Bisogna quindi trasportare la vittima in ospedale insieme a un campione della sostanza ingerita.

La seconda operazione consiste nell’indurre il vomito nella vittima, per espellere più veleno possibile prima che si diffonda nell’organismo. Per far questo, si deve stimolare la parete posteriore della faringe con un cucchiaino o un dito; effettuando tale operazione, occorre insistere finché tutto il veleno non venga espulso. L’induzione del vomito non deve essere eseguita se la vittima è incosciente.

Un altro intervento di pronto soccorso contro gli avvelenamenti è la somministrazione di un antidoto: alcuni di questi servono a rimuovere la sostanza tossica dalle mucose sensibili dell’organismo, altri reagiscono chimicamente con il veleno, trasformandolo in sostanze non tossiche, altri ancora inducono nell’organismo una reazione di difesa dalla sostanza tossica. Il nome dell’antidoto da utilizzare è spesso riportato sull’etichetta delle confezioni di molte sostanze tossiche. L’uso degli antidoti è, tuttavia, di competenza del medico.

Quando la sostanza tossica è un acido corrosivo, come gli acidi ipocloridrico (candeggina), nitrico o solforico, un alcale (come la soda caustica) o l’ammoniaca, bisogna evitare di indurre il vomito, che causerebbe ulteriore danno ai tessuti già lesionati della bocca e della gola. In questi casi è consigliabile limitarsi a far bere abbondanti quantità d’acqua.

6

Ustioni

Le ustioni sono comunemente causate da esposizione a fuoco, metalli incandescenti, radiazioni, sostanze chimiche ed elettricità. Esse sono classificate in base alla profondità del danno ai tessuti e all’estensione dell’area interessata. Le ustioni di primo grado interessano solo la porzione più superficiale della pelle e sono caratterizzate da arrossamento; le ustioni di secondo grado determinano la comparsa di bolle piene di liquido; quelle di terzo grado portano alla necrosi e alla distruzione dello strato della pelle che produce le cellule.

La gravità dell’ustione dipende anche dall’estensione dell’area coinvolta, che viene espressa come percentuale di superficie cutanea colpita rispetto al totale. Le ustioni gravi possono causare perdita di liquidi e shock. Le vittime di ustioni gravi che coinvolgono oltre il 10% della superficie corporea devono essere ricoverate in ospedale al più presto.

Gli obiettivi del pronto soccorso consistono nel lenire il dolore, proteggere i tessuti ustionati dalle infezioni e prevenire lo shock. È necessario raffreddare l’ustione per immersione in acqua fredda (non ghiaccio); in seguito è opportuno applicare fasciature sterili o fogli di alluminio per evitare l’insorgenza di infezioni. Parti di vestiario carbonizzato aderenti all’ustione costituiscono una buona protezione dalle infezioni e quindi non vanno rimosse. Non bisogna applicare unguenti e pomate.

Il grado delle lesioni dovute a scottatura da sole in genere non supera il secondo (formazione di vesciche). Nei casi di scottatura lieve, occorre raffreddare la parte con acqua, poi applicare una crema idratante; nel caso l’ustione sia molto estesa, raffreddare con acqua e consultare un medico.

In caso di ustioni da sostanze chimiche è necessario lavare abbondantemente e accuratamente con acqua fredda la parte, per rimuovere e diluire la sostanza.

Le ustioni da elettricità vanno trattate come quelle da fuoco.

7

Colpo di calore e colpo di sole

Sono entrambi causati da calore eccessivo, ma i loro sintomi sono molto diversi.

Il colpo di calore consiste in un errato funzionamento del centro di controllo della temperatura del corpo (vedi Omeostasi), ed è un’affezione grave che spesso colpisce gli anziani. I sintomi sono: pelle calda e arrossata, sudorazione assente, respiro affaticato, pupille dilatate e temperatura molto alta. La vittima può perdere conoscenza. Si verifica meno frequentemente del colpo di sole.

Il colpo di sole è dovuto alla perdita eccessiva di liquidi corporei e di sali minerali. I sintomi sono: pallore, forte sudorazione, polso debole e respiro superficiale, ma pupille e temperatura sono quasi normali. Possono verificarsi cefalea e vomito.

Gli interventi di pronto soccorso sono diversi. La vittima del colpo di calore va immersa in acqua fredda per ridurne la temperatura corporea; in mancanza di una vasca, coprire il paziente nudo con lenzuola o asciugamani bagnati, ventilare energicamente e massaggiare la cute. È quindi necessario trasportare il paziente in ospedale, in posizione distesa con la testa sollevata.

La vittima del colpo di sole va spostata in un luogo fresco e aerato, messa a riposo in posizione distesa con la testa bassa. Risulta opportuno somministrare liquidi con sali e succhi di frutta, frequentemente e in piccole quantità. In caso di grave prostrazione, trasportare in ospedale.

8

Svenimento e coma

Sudorazione fredda, pallore e perdita di conoscenza sono le manifestazioni dello svenimento (o sincope vasodepressiva), che è causato da insufficiente apporto di sangue al cervello ed è temporaneo. Per ripristinare un sufficiente apporto di ossigeno al cervello, è necessario mettere la vittima sdraiata, in posizione inclinata, facendo in modo che i piedi risultino sollevati e la testa comunque più bassa rispetto al cuore. Bisogna accertarsi che le vie aeree non siano ostruite e, per favorire i movimenti respiratori, slacciare i vestiti, allentare colletti e cinture. Se tarda a riprendere conoscenza, il paziente va trasportato in ospedale.

Il coma è un profondo stato di incoscienza che può perdurare per periodi di tempo anche molto lunghi. È dovuto a malattie o lesioni traumatiche. Nello stato di coma, le vittime non possono essere risvegliate con stimoli esterni. Il pronto soccorso per il coma consiste nel tenere sotto controllo il paziente finché non arriva il medico. Nel caso si manifestino crisi epilettiche è necessario proteggere la vittima in modo che non si ferisca. Se la respirazione cessa, occorre attuare la respirazione artificiale. Il coma si può verificare, in particolare, in soggetti diabetici: essi, in genere, portano targhette di identificazione che permettono di scoprire la causa dello stato di incoscienza.

Di fronte a una vittima priva di conoscenza si deve operare in modo da collocarla in posizione laterale di sicurezza, per assicurare che le vie respiratorie restino aperte. Posizionare la vittima distesa su un fianco, con un ginocchio e un braccio flessi a fare da sostegno e la testa all’indietro, con una mano sotto la guancia.

9

Distorsioni e fratture

Le distorsioni e le fratture sono caratterizzate da forte dolore e da gonfiore. L’incapacità di muovere la parte colpita e il manifestarsi di posizioni del corpo innaturali indicano spesso la presenza di fratture ossee. Finché non si esclude con certezza l’esistenza effettiva di una frattura, è opportuno trattare le distorsioni come fratture. Spesso soltanto le radiografie permettono una diagnosi certa.

La frattura è causata da una pressione violenta e improvvisa su un osso, mentre la distorsione avviene quando un osso viene spostato all’improvviso dall’articolazione. Le distorsioni gravi sono accompagnate dalla rottura dei legamenti e delle fibre intorno all’articolazione. Poiché anche il più piccolo movimento causa forte dolore e può aggravare il danno, non si deve tentare di raddrizzare o muovere gli arti rotti finché non arriva personale qualificato. Se è necessario trasportare la vittima in ospedale, per evitare che schegge di osso taglino i vasi sanguigni è necessario immobilizzare gli arti fratturati e le articolazioni vicine con stecche. Queste ultime possono essere ricavate da bastoni lisci, cartoni piegati, riviste o altri mezzi di fortuna e legate all’arto con strisce di tessuto.

In caso di sospetta frattura della colonna vertebrale (ad esempio, se la testa assume una posizione innaturale o il soggetto ha subito un violento incidente ed è vittima di una paralisi degli arti superiori) qualunque tentativo di raddrizzare o muovere il corpo può risultare fatale. In questo caso bisogna attendere sempre l’arrivo di personale qualificato.

Precedente
| |
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft