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La lingua ufficiale è l’arabo, ma diffuso è anche l’inglese. La religione principale è quella musulmana di rito sunnita.
Dato l’alto tenore di vita, il livello di scolarizzazione del paese è tra i più elevati dell’area del golfo Persico; l’istruzione è gratuita e obbligatoria. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è dell’84,4% (2005). L’ateneo più importante è l’Università del Kuwait, fondata nel 1962 e aperta nel 1966; un elevato numero di studenti kuwaitiani frequenta corsi di studio all’estero.
Il 96% (2003) della popolazione vive in aree urbane; la capitale, Kuwait City, ha una popolazione di 1.222.000 abitanti, ma l’area metropolitana conta 1.222.374 abitanti. Altri centri di rilievo sono As Salimiyah, Jalib ash Shuyukh e Hawalli.
Le risorse del paese si fondano quasi esclusivamente sul petrolio, sia per il fabbisogno nazionale sia per gli scambi con l’estero; l’accumulo di investimenti all’estero ha reso il paese meno dipendente da una produzione intensiva e a ciclo continuo del greggio: le riserve, che ammontano a quasi il 10% di tutte le risorse mondiali, si stima possano bastare ai livelli di estrazione odierni per almeno altri 150 anni. L’estrazione del petrolio, scoperto nella zona nel 1938 e sfruttato a partire dal secondo dopoguerra, prima del 1975 era monopolizzata da società concessionarie occidentali: dopo la nazionalizzazione la produzione è ora controllata dal governo kuwaitiano. La produzione di greggio, nonostante l’incendio del 75% dei pozzi e il danneggiamento di molti impianti industriali durante la guerra del Golfo, già a partire dal 1992 ha sorpassato, con 430,5 milioni di barili all’anno, i livelli prebellici; il costo della ricostruzione postbellica ha superato i 20 miliardi di dollari. Nel 2005 il prodotto interno lordo era di 80.781 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 31.860,60 dollari.
Con il 99% di suolo incolto, l’agricoltura resta un’attività trascurabile; impegna l’1% della forza lavoro e fornisce lo 0,5% (2003) del PIL. I prodotti principali, destinati al fabbisogno interno, sono pomodori, datteri, meloni e cipolle; attiva è la pesca, soprattutto di gamberi. Modestissima anche l’attività pastorale.
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