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L’industria dominante è quella della raffinazione del petrolio, i cui proventi hanno indotto il governo a pianificare anche altri settori di investimento; si è perciò sviluppata un’industria del cemento, di materiali per l’edilizia, materie plastiche e imbarcazioni. Il comparto occupa il 25% della forza lavoro, fornendo il 58,5% (2003) del PIL. La produzione di energia elettrica avviene, per la sua totalità, in centrali alimentate a combustibile.
Le esportazioni complessive del paese, nel 2001, furono pari a 16.164 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per soli 7.869 milioni di $ USA. Le esportazioni sono dominate dal greggio e dai prodotti del petrolio; tra i prodotti importati, macchinari e impianti industriali, beni di consumo e mezzi di trasporto. Tra i maggiori partner commerciali si annoverano il Giappone, l’Italia, Singapore, Taiwan, i Paesi Bassi, gli Stati Uniti e il Pakistan. La valuta nazionale è il dinaro kuwaitiano.
Nel paese manca una rete ferroviaria, ma è ben sviluppata la rete stradale, che raggiunge un’estensione di 4.450 km. Un aeroporto internazionale si trova nelle vicinanze della capitale.
In base alla Costituzione del 1962, capo dello stato e del governo è un emiro ereditario, che esercita il potere esecutivo mediante un primo ministro e un Consiglio dei ministri da lui stesso nominati. Il potere legislativo spetta a un’Assemblea nazionale composta di 50 membri eletti ogni quattro anni tra i maschi adulti alfabeti e nati in Kuwait. L’emiro più volte è andato contro il dettato della Costituzione sciogliendo l’Assemblea e governando per decreto: nel luglio del 1986 il Parlamento fu sciolto e rimpiazzato con un Consiglio nazionale dotato di minore potere. Durante l’occupazione irachena (agosto 1990 - febbraio 1991) l’emirato fu abolito e un governo in esilio si costituì nella vicina Arabia Saudita, facendo ritorno nel paese nel marzo 1991: in seguito fu ripristinata l’Assemblea e nell’ottobre del 1992 si svolsero le elezioni. Al 1960 risale la codificazione dell’ordinamento giuridico, considerevolmente influenzato dalla legge islamica, la shariah. È in vigore la pena di morte.
La prima civiltà della regione, contemporanea all’antico regno dei sumeri (III millennio a.C.), intrattenne rapporti commerciali con la Mesopotamia. Dopo la colonizzazione dell’isola di Faylakah da parte dei macedoni di Alessandro Magno, che nel III secolo a.C. vi eressero un tempio dedicato ad Artemide, il territorio passò ai Seleucidi. La nascita del moderno Kuwait risale al 1710, anno in cui fu fondata la capitale da immigrati provenienti dalla penisola arabica; il primo regnante fu un membro della famiglia al-Sabah, nominato sceicco nel 1756.
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