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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Al termine dell’era glaciale alcune tribù mongole attraversarono lo stretto di Bering e si stanziarono lungo tutto il continente americano. Nel XVI secolo i discendenti di queste popolazioni stanziati in Canada erano più di 250.000. Il gruppo più numeroso era quello degli algonchini, che comprendeva diverse tribù di cacciatori nomadi come i cree, i naskapi, gli abenaki e i micmac. Nel XVIII secolo gli algonchini avevano raggiunto le regioni dell’ovest, dove gli ottawa, gli ojibwa, i piedi neri, i cree delle pianure e altre tribù cacciavano i bisonti nelle praterie. Le popolazioni appartenenti al gruppo linguistico irochese (gli huroni e gli irochesi), che conducevano perlopiù vita sedentaria e praticavano l’agricoltura, avevano costituito un’organizzazione tribale molto sviluppata nella valle del San Lorenzo e nella regione dei laghi Ontario ed Erie. (Vedi anche Indiani d’America). Alcune tribù, fra cui quelle dei salishan e degli athabasca, si insediarono lungo i fiumi della Columbia Britannica. Sulla costa del Pacifico, i bellacoola, i kwakiutl e i nootka svilupparono una ricca economia basata sulla pesca del salmone. Nella regione subartica occidentale le popolazioni athabasca, dogrib e carrier conducevano una vita abbastanza primitiva, vivendo di caccia. Piccoli e isolati gruppi di inuit praticavano la caccia alla foca e al caribù, che consentiva loro di sopravvivere nelle rigide condizioni ambientali dell’Artico.
I primi europei che raggiunsero il Nord America furono probabilmente islandesi provenienti dalla Groenlandia, che formarono lungo la costa atlantica settentrionale effimeri insediamenti intorno all’anno Mille. Ulteriori esplorazioni europee ebbero luogo fra il 1480 e il 1540, quando molti navigatori compirono spedizioni alla ricerca di un passaggio occidentale dall’Europa all’Asia. Giovanni Caboto scoprì Terranova nel 1497; fra il 1530 e il 1540 Jacques Cartier risalì il fiume San Lorenzo rivendicando il territorio in nome del governo francese. L’interesse per il territorio canadese crebbe alla fine del XVI secolo, principalmente per motivi commerciali. Il governo francese, spinto dall’idea di costruire un impero nel Nuovo Mondo, concesse un monopolio commerciale a Pierre du Guast, che diede vita agli insediamenti di Acadia e di Québec sul San Lorenzo, nel 1604. L’esploratore Samuel de Champlain divenne il più influente colonizzatore francese, e riuscì a coinvolgere il cardinale Richelieu, consigliere di Luigi XIII, nel progetto di conquista del Nord America. Nel 1627 Richelieu organizzò una società per azioni, la Compagnie de la Nouvelle-France, per la colonizzazione del Nuovo Mondo.
Amministrata dalla Compagnia, e in seguito dalla Communauté des habitants (1645-1663), la nuova colonia francese si stabilì lungo il San Lorenzo e venne organizzata in signorie. Grandi feudi vennero concessi ai seigneurs, che promisero di spartire la terra tra gli affittuari. Nel 1666 gli immigrati di origine francese erano circa 2000, molti dei quali impegnati nel lucroso commercio delle pellicce, controllato a livello centrale. Ulteriori esplorazioni verso l’interno del territorio furono compiute dai coureurs de bois, commercianti illegali di pellicce. Mentre ai protestanti venne impedito di stabilirsi nella nuova colonia, molti ordini religiosi, fra cui i gesuiti, furono incaricati di diffondere nel paese il cattolicesimo, che divenne così molto influente nella vita coloniale. La sopravvivenza della Nuova Francia divenne incerta a causa dei continui conflitti con gli irochesi, che devastarono il territorio degli huroni a nord del San Lorenzo nel 1648 e, nel 1649, si ribellarono al governo della colonia. La situazione venne ulteriormente compromessa dalla formazione, nel 1670, della Hudson’s Bay Company, compagnia londinese di commercio di pellicce, che assicurò la continuità della presenza britannica in Canada per due secoli. Nel XVII e XVIII secolo tra Francia e Inghilterra sorsero vari conflitti per il controllo territoriale e, nel 1763, il trattato di Parigi sancì il passaggio della Nuova Francia sotto il dominio britannico.
Nel 1763 il Nord America britannico era formato da quattro regioni, tre delle quali, contese alla Francia, erano state conquistate nel 1713: Terranova, la Baia di Hudson e l’Acadia. L’acquisizione della Nuova Francia mise in difficoltà il governo inglese che, dopo essersi reso conto di non riuscire a mantenere il potere senza il consenso dei seigneurs, riconobbe ai franco-canadesi l’esercizio del culto cattolico e del loro diritto privato, nonché il diritto all’uso della lingua francese (Québec Act, 1774). La guerra d’indipendenza americana lasciò alla Gran Bretagna le colonie più povere del Nuovo Mondo e la certezza di dover prevenire una seconda rivoluzione. Con la creazione (1791) del Nuovo Brunswick dalla Nuova Scozia e la divisione del Québec in Basso Canada (abitato in prevalenza da francesi) e Alto Canada (di maggioranza anglosassone), il governo di Londra sperava di creare una società stabile, anche attraverso la collaborazione dell’aristocrazia. Il sistema si rivelò efficace, tanto che nel corso della guerra del 1812 i canadesi si schierarono con gli inglesi.
La situazione cambiò però nel corso dei due successivi decenni. La nascente classe media (professionisti, uomini di legge, proprietari terrieri, commercianti) mal sopportava il potere dell’oligarchia anglosassone ed emersero conflitti di tipo etnico e religioso. Anche la comparsa dei partiti politici accelerò questo processo e, se la gran parte dei riformatori era moderata, non mancava comunque chi spingeva per l’autonomia. Nel 1837-38 si accesero rivolte sia nell’Alto sia nel Basso Canada, duramente represse dall’esercito. Nel 1839 la Corona britannica, nel tentativo di trovare una soluzione, decise di riunire i due territori e di porre l’intera regione sotto l’autorità di un governatore. L’anno successivo fu promulgato l’Act of Union. Tra il 1840 e il 1850 la vita coloniale visse un notevole sviluppo. Furono istituiti governi locali, fondate scuole pubbliche, aboliti i privilegi della Chiesa anglicana e i diritti di possesso dei seigneurs. Al centro della politica del decennio 1850-1860 ci furono alcune questioni economiche riguardanti l’immigrazione di manodopera, la costruzione di ferrovie e lo sviluppo industriale e commerciale. Serie controversie continuarono a opporre i centri urbani anglosassoni alle colonie rurali francesi, mentre un nuovo conflitto minacciava la stabilità del Nord America britannico: la guerra di secessione (1861-1865). Per far fronte a tali difficili problemi sorse un movimento per l’unificazione delle colonie britanniche del Nord America. I fondatori furono tre leader politici, Georges-Etienne Cartier e John A. Macdonald del Partito conservatore, e George Brown del Partito liberale. La nuova confederazione fu approvata dal Parlamento britannico con il British North America Act, nel marzo del 1867: il dominion del Canada, posto sotto l’autorità della Corona britannica, era costituito da Nuova Scozia, Nuovo Brunswick, Québec (Basso Canada) e Ontario (Alto Canada). L’isola Principe Edoardo e Terranova si rifiutarono di entrare a farne parte. Per la sede del governo federale fu scelta Ottawa, nell’Ontario. I governi provinciali, sotto la supervisione federale, ottennero poteri sufficienti per creare proprie istituzioni.
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