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Valle

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Valle di Humahuaca, ArgentinaValle di Humahuaca, Argentina
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Introduzione

Valle Depressione di forma allungata della superficie terrestre prodotta da azioni tettoniche o dall'azione erosiva di corsi d'acqua o di lingue di ghiaccio.

I profili longitudinali e trasversali di una valle formata dall’erosione sono determinati dalle caratteristiche delle rocce che ne costituiscono i versanti e dal tipo di erosione da esse subita: i ghiacciai danno luogo a valli dal profilo trasversale a forma di U, nettamente diverse dalle valli a V scavate dall'azione dei fiumi. Di norma, le valli sono tanto più strette e presentano pareti tanto più ripide quanto più l'azione erosiva è stata rapida e intensa.

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Valli tettoniche

Chiamata anche con il termine inglese rift valley, una valle tettonica è una stretta fossa dai fianchi ripidi e dal fondo piatto, che risulta compresa tra sistemi di faglie che ne hanno provocato lo sprofondamento (vedi Tettonica a zolle). Sui lati della fossa vi possono essere gradinate generate da una serie di faglie approssimativamente parallele oppure da un'unica scarpata di faglia.

Le valli tettoniche si formano perlopiù in seguito a movimenti di distensione della crosta terrestre (che preludono all'apertura di un nuovo bacino oceanico) e possono estendersi anche per migliaia di chilometri attraverso i continenti. Il sistema di valli tettoniche più lungo e complesso della Terra (comunemente noto proprio come Rift Valley) inizia con la linea del Giordano-Mar Morto (il cui fondo è situato 800 m circa al di sotto del livello del Mar Mediterraneo) e prosegue lungo il Mar Rosso per 4.830 km, attraversando l'Etiopia e tutta l'Africa orientale fino al corso del fiume Zambesi. In Europa, un'importante valle tettonica corrisponde al medio corso del fiume Reno, tra i Vosgi e la Foresta Nera.

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Valli fluviali

Una valle fluviale è il risultato complesso di processi che si influenzano vicendevolmente: quelli connessi all'azione del fiume e quelli che governano il denudamento dei versanti. Sulla linea di fondovalle è evidentemente il fiume ad agire, scorrendo nel suo letto e approfondendolo; ma il lavoro compiuto dal fiume dipende direttamente dagli apporti d'acqua e di detriti provenienti dai versanti. A loro volta, i versanti lasciano cadere una maggiore quantità di detriti verso il basso a seconda della quantità di acque dilavanti che vi scorrono e anche a seconda dell'entità dello scalzamento provocato alla loro base dall'azione del corso d'acqua principale.

In generale, le forme delle valli dipendono da cinque fattori fondamentali:

1. Le caratteristiche idrologiche del corso d'acqua (la portata e il regime, ossia la variazione stagionale di portata), il suo tipo di alveo e la sua storia; 2. I fattori che dominano il tipo di modellamento dei versanti. Tali fattori (come del resto i precedenti) dipendono primariamente dal clima dominante localmente e dal tipo e densità di copertura vegetale; 3. I fattori tettonici, regionali e locali. Sono questi i primi responsabili dei dislivelli topografici (e quindi in definitiva procurano l'energia che governa tutto il processo di modellamento) e anche delle eventuali deformazioni successive che possono modificare le caratteristiche del bacino idrografico del corso d'acqua; 4. I fattori relativi al tipo di roccia presente sul fondovalle e sui versanti. Ovviamente una roccia, a seconda della propria minore o maggiore resistenza all'alterazione, può fornire a parità di altre condizioni apporti detritici estremamente variabili; 5. Il fattore tempo, che influisce sullo stadio di evoluzione in cui si trova la valle.

Come si è detto, il tipico profilo in sezione trasversale di una valle fluviale tende a essere a forma di V. Questa forma è più evidente nei tratti fluviali in cui i processi erosivi predominano su quelli di accumulo, ovvero nella parte più alta dei bacini idrografici. Ciò non esclude che la valle assuma una conformazione a fondo piatto per la presenza di un substrato roccioso molto resistente, anche se i prolungamenti ideali dei versanti vanno comunque a convergere a V.

Non è infrequente inoltre che si producano dissimmetrie di profilo, vale a dire che uno dei due versanti mostri una pendenza diversa rispetto all'altro. Ciò avviene quanto un corso d'acqua incide su strati sedimentari inclinati (monoclinale), o quando scorre al contatto tra formazioni rocciose di diversa natura e quindi di diversa resistenza all'erosione, o ancora quando serpeggia e pertanto, per l'effetto della forza centrifuga, esercita un'azione erosiva maggiore sul lato esterno delle curve (quindi alternativamente su un lato e sull'altro del suo alveo).

Può esistere inoltre una dissimmetria nel regime di degradazione dei versanti. Normalmente una differenza di questo tipo è dovuta alla diversa esposizione dei versanti al sole. La diseguale insolazione comporta la dominanza di microclimi diversi, con influenze sul tipo di vegetazione e sulla frequenza e intensità dei cicli di gelo e rigelo e di disseccamento. Infine va considerata anche la direzione dei venti dominanti, che può orientare l'incidenza delle piogge o determinare la zonazione degli accumuli nevosi.

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Adattamento delle valli alla struttura geologica

Le valli fluviali si impostano nella maggior parte dei casi assecondando linee preferenziali stabilite dall'azione delle forze tettoniche o dalla presenza di strati di roccia meno resistenti all'erosione. I fiumi possono scorrere ad esempio lungo fratture tettoniche, sul fondo di fosse tettoniche o in corrispondenza dell'asse di sinclinale, oppure scendere dalle anticlinali verso le sinclinali seguendo le linee di massima pendenza.

Quando un'area risulta sollevata rispetto al territorio circostante, i corsi d'acqua si dispongono radialmente, divergendo tra di loro, mentre viceversa, se scendono verso un'area depressa, tendono a convergere. Infine, quando si impostano su una pianura costiera in graduale sollevamento, tendono a disporsi parallelamente. In questo ultimo caso si parla di fiumi conseguenti, e con lo stesso nome sono indicate le relative valli.

Quando l'erosione incide una massa rocciosa, provocando l'affioramento di formazioni rocciose di vario tipo, gli stessi processi di erosione cominciano a essere condizionati dalla resistenza relativa dei vari tipi di roccia. Accade così che alcuni segmenti fluviali si approfondiscano più di altri, perché incontrano una minore resistenza. Questa situazione può portare a una modifica della rete idrografica, con la comparsa di valli di nuova generazione, dette susseguenti.

In molti altri casi l'adattamento alla struttura geologica è solo parziale, o addirittura assente, e le valli fluviali tagliano indifferentemente faglie, pieghe e rocce di diversa resistenza. Spesso queste situazioni sono dovute ai cosiddetti fenomeni di sovrimposizione: avviene cioè che un corso d'acqua tenda a mantenere il suo tracciato originario anche quando, approfondendosi progressivamente, incontra condizioni strutturali e litologiche diverse da quelle che avevano determinato inizialmente la sua impostazione.

Casi notevoli di sovrimposizione sono ben riconoscibili nei reticoli fluviali di sistemi montuosi a struttura complessa, come ad esempio le Alpi. Molti segmenti fluviali che mostrano attualmente un andamento obliquo o addirittura trasversale ai lineamenti geologici predominanti erano con ogni probabilità molto meglio adattati alle strutture tettoniche prima che i fenomeni erosivi producessero la situazione che oggi osserviamo.

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