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Cosenza Città e capoluogo di provincia della Calabria; è situata a ovest del massiccio della Sila, fra rilievi collinari, nella valle del fiume Crati, dove questo riceve il Busento. Cosenza è il principale mercato di prodotti agricoli della regione circostante ed è sede di industrie alimentari, metalmeccaniche, chimiche e del legno. La provincia, che comprende 155 comuni in un territorio quasi interamente montuoso o collinare, è prevalentemente dedita all'agricoltura (cereali, patate, ulivi), all'allevamento di ovini e allo sfruttamento forestale. Nella Sila si produce energia idroelettrica. Sviluppato è il turismo balneare.
La città, divisa in due dal corso del Busento, presenta anche un doppio assetto urbanistico: medievale sul colle di San Pancrazio (dove si trovano quasi tutti i monumenti storici), tardo-ottocentesco e moderno nella piana del Crati. Monumenti degni di nota sono il Castello di origine normanno-sveva, restaurato dopo vari terremoti; il Duomo del XII-XIII secolo (rimaneggiato e restaurato) e la chiesa di San Domenico, del XV e XVIII secolo. Pregevole il Museo archeologico; un Museo interdiocesano esporrà la preziosa stauroteca donata da Federico II. A pochi chilometri dalla città sorge il moderno complesso dell'Università della Calabria.
Fondata dai bruzi con il nome di Consentia, fu sottomessa dai romani nel 204 a.C. e divenne colonia durante il periodo imperiale. Invasa dai visigoti di Alarico (che vi morì nel 410 e, secondo la leggenda, venne sepolto nel letto del Busento), passò sotto i longobardi e quindi sotto i bizantini alla fine del IX secolo. Le successive invasioni dei saraceni costrinsero gli abitanti a rifugiarsi sui monti e fecero decadere la città, che risorse e si sviluppò sotto i normanni, gli svevi e gli angioini (secoli XI-XV), i quali ne fecero la sede amministrativa della regione della Sila. Passata agli Aragonesi (che nel XVI secolo vi fondarono l'Accademia cosentina dove operò il filosofo Bernardino Telesio) nel 1458-59 partecipò alla rivolta dei contadini silani e, dopo la repressione, conobbe un nuovo periodo di decadenza. Conservò tuttavia il suo ruolo di centro principale della Calabria settentrionale fino al 1799, quando la nobiltà locale vi proclamò la repubblica. Nel 1844 partecipò ai moti mazziniani e fu testimone della sfortunata impresa dei fratelli Bandiera. Abitanti (cosentini): 72.998 (2001).
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