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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Negli anni Settanta e Ottanta l’Honduras risentì dell’instabilità politica dei paesi confinanti, oltre che di un aspro conflitto sociale interno, che vide operare sia una guerriglia di sinistra sia bande paramilitari di estrema destra e “squadroni della morte”. Nel 1980 un trattato di pace pose fine al conflitto frontaliero con El Salvador. Le elezioni del 1981 portarono al governo il candidato del Partito liberale Roberto Suazo Córdova, ma gli apparati militari continuarono a esercitare una forte influenza sulla politica del paese. A fronte di un notevole aiuto economico, l’Honduras favorì la strategia di destabilizzazione attuata dagli Stati Uniti contro il governo sandinista di Managua, ospitando le basi della guerriglia dei contras nicaraguensi. A Suazo, nel 1985 successe un altro liberale, José Azcona Hoyo, che avviò un negoziato per la chiusura delle basi dei contras. Azcona tentò di allentare la stretta sulla vita pubblica esercitata dalle forze armate, le quali ottennero in cambio un’amnistia per i gravi reati commessi dai loro membri negli anni precedenti. Il nazionalista Rafael Leonardo Callejas, eletto alla presidenza nel 1989, ereditò un paese profondamente lacerato da disordini sociali, scioperi, da una drammatica situazione economica, dalla criminalità legata al narcotraffico e da una diffusissima corruzione degli apparati militari e dello stato. Alla fine del 1990 Callejas abolì la legge antiterrorismo e decretò l’amnistia per i prigionieri politici, ottenendo la rinuncia alla lotta armata da parte dell’organizzazione guerrigliera delle Forze popolari rivoluzionarie.
Nel 1993 i liberali riconquistarono la presidenza con Carlos Roberto Reina, che si sforzò a sua volta di limitare il potere dell’esercito, smantellando gli apparati che si erano più distinti nella repressione, e di riformare il sistema giudiziario. Nel 1995 venne abolito il servizio militare obbligatorio e fu sottoposto a giudizio, per violazioni dei diritti umani, il primo ufficiale delle forze armate, mentre alti funzionari dello stato vennero arrestati per corruzione. Sul piano economico, Reina continuò l’opera di liberalizzazione avviata dal suo predecessore, alimentando una forte protesta sociale. Nel 1997 venne eletto alla presidenza il liberale Carlos Flores, che trasferì il controllo della polizia dai militari ai civili. Il 26 ottobre del 1998 il paese fu duramente colpito dall’uragano Mitch, che causò oltre 5.000 morti e migliaia di senzatetto. La violenza dell’uragano che, con venti superiori ai 250 km/h, devastò la costa orientale dell’America centrale, fu tale da modificare il percorso di diversi fiumi e cancellare ferrovie, strade e interi paesi. Nel tentativo di stimolare la ripresa dell’economia, gravemente prostrata dalle conseguenze dell’uragano e da un periodo di siccità, nel giugno del 2000 il paese firmò un accordo di libero scambio, insieme a Guatemala e a El Salvador, con il Messico. Nel luglio del 2001, per il perdurare della siccità nelle province del sud, il governo dichiarò lo stato di emergenza. Nelle elezioni presidenziali di fine anno il Partito nazionalista riconquistò la presidenza con Ricardo Maduro. Nel 2002, dopo più di quarant’anni, l’Honduras ripristinò le relazioni diplomatiche con Cuba. Il paese rimase tuttavia un fedele alleato degli Stati Uniti, che sostenne, inviando proprie truppe, nell’offensiva lanciata nel 2003 contro l’Iraq. Nello stesso anno il paese sottoscrisse un accordo di libero scambio con Washington, con il Guatemala, El Salvador e il Nicaragua (Central American Free Trade Agreement, CAFTA).
Il paese rimane afflitto da una grave situazione economica e sociale; secondo i dati ufficiali, più del 70% della popolazione è al di sotto della soglia della povertà. Si aggrava anche il problema del fenomeno criminale delle cosiddette maras, le violentissime bande giovanili diffuse in tutto il Centro America. Alla fine di dicembre del 2004 un gruppo affiliato a una pericolosa gang attacca un autobus di linea causando la morte di 28 persone. Nell’aprile 2005 il paese ospita un summit tra i capi di stato della regione per predisporre un coordinamento contro le maras. Le elezioni di dicembre vedono il ritorno dei liberali alla presidenza con il loro candidato Manuel Zelaya.
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