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Pesci

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Rospo marinoRospo marino
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3.2

Scheletro

Il rivestimento esterno di scaglie che ricopre la maggior parte dei pesci costituisce una sorta di esoscheletro, vale a dire di struttura esterna con funzioni di protezione e sostegno. In qualità di vertebrati, poi, i pesci sono dotati di un endoscheletro, che consiste di un cranio con mascelle armate di denti, di una colonna vertebrale, di un certo numero di costole e di una serie di strutture ossee che sostengono le pinne. Nei pesci ossei più antichi, di cui oggi sopravvivono solo pochi esemplari (tra cui gli storioni), lo scheletro era in larga misura cartilagineo e non osseo.

3.3

Organi interni

L’apparato digerente di un pesce si compone di bocca, con denti di forma variabile a seconda del tipo di alimentazione, faringe, esofago, stomaco e intestino, che termina nell’apertura anale. Tutti i pesci, inoltre, sono dotati di pancreas e fegato.

L’apparato respiratorio consiste in genere di una serie di fessure branchiali che mettono in comunicazione la faringe con le camere branchiali su ciascun lato del corpo, posteriormente alla testa. Queste camere contengono le branchie, lamine o filamenti sottili ricchi di capillari sanguigni, a livello dei quali hanno luogo gli scambi gassosi della respirazione: quando il pesce inghiotte l’acqua e la espelle attraverso le branchie, l’ossigeno in essa disciolto passa nel sangue attraverso le sottili membrane branchiali, mentre l’anidride carbonica passa dal sangue all’acqua. In talune specie, ad esempio nei dipnoi, il pesce può respirare anche l’aria atmosferica per mezzo di polmoni ben sviluppati, ricavati dall’evoluzione della vescica natatoria.

Moltissimi osteitti dispongono di un organo per la regolazione del galleggiamento a profondità diverse. Si tratta di una sacca detta vescica natatoria, che si origina come diverticolo del canale alimentare; si riempie di ossigeno e azoto provenienti dall’aria (se la connessione con il canale alimentare viene mantenuta) o dal sangue (nel caso in cui tale connessione vada perduta nel corso dello sviluppo). La principale funzione di quest’organo consiste nell’adattare il pesce alle variazioni di pressione a diverse profondità, in modo tale che l’animale possa mantenersi alla profondità desiderata senza sforzo. Nelle specie che vivono in acqua salmastra o in acque dolci soggette a secche periodiche, la vescica natatoria si trova spesso modificata in un organo respiratorio capace di prelevare ossigeno atmosferico dall’ambiente.

Nella maggior parte dei pesci l’apparato circolatorio è semplice ed è formato da un cuore a due sole camere (un atrio e un ventricolo), che spinge il sangue nelle branchie, quindi alla testa e da questa al resto del corpo, attraverso un’arteria principale situata subito sotto la colonna vertebrale. La velocità del sangue circolante è inferiore rispetto a quella degli altri vertebrati.

3.4

Muscolatura

I principali muscoli del corpo di un pesce sono disposti lungo i fianchi, in corrispondenza del tronco e della coda. Ogni massa muscolare è composta da una serie di segmenti detti miòmeri. Nel nuoto la contrazione coordinata dei segmenti, l’uno dopo l’altro dall’estremità cefalica a quella caudale di ciascun lato, imprime alla pinna caudale un movimento ondulatorio. Fanno eccezione alcuni tipi di pesci dal corpo anguilliforme, che nuotano imprimendo un movimento serpentino al corpo, e altri che traggono la propulsione necessaria dalle pinne, senza che il resto del corpo contribuisca in modo sostanziale. Piccoli muscoli controllano il movimento della bocca, delle branchie, delle pinne e degli occhi.

3.5

Sistema nervoso e organi di senso

Il sistema nervoso centrale della maggior parte dei pesci è costituito dal cervello e dal midollo spinale; la forma e le dimensioni delle diverse parti del cervello variano sensibilmente da specie a specie.

Gli occhi presentano cornea appiattita e cristallino quasi sferico, che viene allontanato o avvicinato alla retina per la messa a fuoco di oggetti posti a distanze diverse; nelle specie di profondità, che vivono nella completa oscurità, gli occhi sono rudimentali o assenti. Quanto all’udito, in assenza di orecchio esterno le vibrazioni sonore sono trasmesse attraverso le ossa del cranio a un orecchio interno che contiene tre canali semicircolari e che funge anche da organo dell’equilibrio. Gli odori sono percepiti mediante un paio di narici; molti pesci rilevano gli stimoli chimici mediante organi di senso o tentacoli (barbigli) situati intorno alla bocca o su altre parti del corpo.

I pesci dispongono infine di un organo di senso esclusivo, chiamato organo della linea laterale, costituito da canali che corrono lateralmente lungo tutta la lunghezza del corpo e che sono collegati con l’esterno mediante piccoli pori. La funzione principale della linea laterale consiste nel percepire la direzionalità del movimento dell’animale rispetto all’acqua; in alcune specie quest’organo può anche rilevare la presenza di deboli campi elettrici.

4

Riproduzione

I pesci si riproducono con modalità diverse. La maggior parte di essi ha sessi separati; non mancano, tuttavia, le specie ermafrodite: ciò significa che lo stesso individuo sviluppa sia le ovaie sia i testicoli, contemporaneamente o in stadi diversi della vita adulta. Nell’ordine dei lofiiformi si osservano inoltre casi di parassitismo sessuale: il maschio, molto più piccolo della femmina, si attacca permanentemente al corpo di questa traendo le sostanze nutritive di cui ha bisogno dal suo sistema circolatorio; in cambio fornisce alla femmina la garanzia dell’accoppiamento, in un ambiente – quello degli abissi marini – in cui sarebbe estremamente difficile trovare un partner sessuale.

I pesci sono in gran parte ovipari, cioè producono uova che si sviluppano all’esterno del corpo della femmina. Le specie che disperdono le uova in acque aperte spesso ne producono un numero prodigioso: un merluzzo può produrre fino a sette milioni di uova. Altri pesci ovipari, come i salmoni del Pacifico del genere Oncorhynchus, possono intraprendere eccezionali migrazioni per raggiungere il luogo di deposizione delle uova. Dopo la schiusa, di solito le uova vengono abbandonate; solo in alcuni casi si osservano elaborate cure parentali, che possono comportare la difesa del nido o del territorio; in Amia calva e in alcune specie di ciclidi africani i genitori proteggono gli avannotti accogliendoli nella bocca (incubazione orale) quando incombe la minaccia di un predatore.

I pesci detti vivipari hanno fecondazione interna e danno alla luce forme giovanili a uno stadio di sviluppo avanzato. Si può osservare la viviparità negli squali, nei celacanti e in comuni pesci d’acquario come Poecilia reticulata e le specie del genere Mollienisia. Alcune specie, infine, sono ovovivipare: le uova si schiudono nell’ovidutto della femmina, che dà quindi alla luce individui giovani perfettamente formati.

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