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Risultati di Windows Live® Search Alberto Magno (Lauingen 1207 - Colonia 1280), filosofo e teologo tedesco, dottore della Chiesa, santo. Compiuti gli studi di teologia presso l’università di Padova, nel 1229 entrò nell'ordine dei domenicani. Tornato in Germania, insegnò in varie città per una quindicina d’anni, trasferendosi nel 1245 a Parigi, dove divenne magister di teologia. In seguito, si recò con il suo discepolo Tommaso d'Aquino a Colonia per fondarvi lo studio teologico dell’ordine. Vescovo di Ratisbona nel 1260, carica cui rinunciò un anno dopo per predicare per la crociata, nel 1274 partecipò al concilio di Lione. Alberto fu una figura-chiave per l'assimilazione della filosofia aristotelica nella scolastica medievale e per la ripresa degli studi di scienze naturali che essa ispirò. All'inizio del XIII secolo un corpus di scritti filosofici e scientifici provocò violente dispute nelle università europee. Si trattava delle traduzioni latine, basate sulle versioni arabe, delle opere di Aristotele, accompagnate da commentari redatti dai filosofi islamici, soprattutto da Avicenna e Averroè, che presentavano una prospettiva teorica estranea alla tradizione cristiana; questa, infatti, si limitava alla conoscenza della logica aristotelica filtrata dalla tradizione agostiniana e neoplatonica. Autorevole studioso e commentatore del corpus aristotelico e dei commenti arabi, egli stesso autore di grandi Commentari, nella sua Summa theologiae (1270 ca.) Alberto cercò di conciliare l'aristotelismo con le dottrine cristiane: egli riteneva che la ragione umana non potesse contraddire la Rivelazione, ma difese il diritto dei filosofi a indagare i misteri del cosmo. Beatificato nel 1622; venne proclamato santo da papa Pio XI nel 1931.
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