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Ippopotamo

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Ippopotamo in acquaIppopotamo in acqua
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Introduzione

Ippopotamo Mammifero artiodattilo africano di grossa taglia, caratterizzato da corpo massiccio e zampe corte e imparentato con suidi e pecari. Esistono due sole specie di ippopotami, entrambe limitate all’Africa subsahariana: l’ippopotamo comune, Hippopotamus amphibius, e l’ippopotamo pigmeo, Choeropsis liberiensis. Il primo, un tempo ampiamente distribuito nella regione subsahariana e lungo tutto il corso del Nilo fino alla foce, oggi vive a latitudini inferiori ai 17° nord; il secondo abita le foreste dell’Africa occidentale. Resti fossili di ippopotami sono stati rinvenuti in Europa e in India in depositi del Pliocene e del Quaternario; alcuni reperti trovati in Gran Bretagna, nello Yorkshire settentrionale, sembrano appartenere alla stessa specie dell'ippopotamo comune dei giorni nostri.

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Caratteristiche fisiche

Gli ippopotami raggiungono i 5 m di lunghezza e le 4,5 tonnellate di peso; le zampe, particolarmente corte, limitano l’altezza al garrese di questi animali a un massimo di 1,65 m. Gli occhi, le piccole orecchie e le narici sono collocati in posizione periscopica sul capo, in modo da emergere dal pelo dell’acqua, quando l’animale galleggia in superficie. Durante le immersioni, invece, le narici possono chiudersi, permettendo apnee prolungate. La bocca è enorme, armata di incisivi e canini lunghi e appuntiti; in particolare, come nei suidi, i canini inferiori crescono fino a diventare vere e proprie zanne: lunghi fino a 70 cm di lunghezza per un peso di circa 3 kg, vengono apprezzati come fonte di avorio. La cute è ricoperta di peli estremamente radi e protetta da una secrezione di colore rossastro, che evita la disidratazione. Le brevi zampe recano ciascuna 4 dita.

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L’ippopotamo comune

L'ippopotamo comune è un animale semiacquatico, che passa la maggior parte del giorno immerso nei fiumi, nei laghi o negli stagni. Di notte riemerge per nutrirsi di erba, che si procura muovendosi goffamente sul terreno. Tra i suoi alimenti preferiti vi sono la canna da zucchero e il mais. Questo animale, uno dei più grandi tetrapodi viventi, si sposta in branchi di 10-15 animali, costituiti da femmine adulte con i relativi piccoli e qualche giovane; i maschi adulti si mantengono generalmente ai margini del gruppo. Più rari sono invece i branchi più numerosi (fino a 150 individui). La femmina dà alla luce un solo piccolo alla volta e combatte ferocemente contro chiunque lo minacci. L’accoppiamento ha luogo in acqua, come pure l’allattamento del piccolo. Questa specie, appetibile per l’avorio delle sue zanne, è oggetto di intensa caccia. Alcuni esemplari sono stati avvistati nei fiumi di montagna a più di 1500 m di altezza sul livello del mare e a temperature estremamente basse, prossime a 0° C.

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L’ippopotamo pigmeo

L'ippopotamo pigmeo (Choeropsis liberiensis) è lungo da 1,5 a 1,75 m, pesa dai 160 ai 270 kg e non supera un'altezza di 1 m al garrese. Il suo areale è limitato alle regioni dell’Africa occidentale; in particolare, è particolarmente abbondante nella Liberia. È nero sul dorso, con riflessi verdastri, mentre sul ventre ha un colore verde-giallastro. Meno legato all’ambiente acquatico rispetto all'ippopotamo comune, vive nelle foreste in prossimità di paludi e acquitrini. Si sposta quasi sempre in coppia o in gruppi di tre individui con legami di parentela diretti; solo raramente forma gruppi più folti.

Classificazione scientifica: Gli ippopotami costituiscono la famiglia ippopotamidi del sottordine suiformi, ordine artiodattili, classe mammiferi, phylum cordati.

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