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Colza

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Introduzione

Colza Nome comune della varietà oleifera della specie Brassica campestris. La colza è una pianta erbacea annuale caratterizzata da foglie semplici; quelle basali sono di colore verde scuro, ellittiche, irregolarmente lobate e dotate di una fine peluria; quelle superiori hanno colore glauco, sono prive di picciolo e avvolgono il fusto con la base, a forma di cuore. I fiori, piccoli, dotati di quattro petali di colore giallo, formano infiorescenze a racemo, dalle quali si sviluppano frutti deiscenti di tipo siliqua. I frutti a maturità liberano semi tondeggianti, di piccole dimensioni e di colore variabile dal bruno al giallo.

Dai semi di colza si ottiene un olio impiegato come lubrificante e nella produzione di oli di semi vari. Nel 2000 la maggiore produzione si è raggiunta in Cina, in Canada e in India. In Europa le principali coltivazioni di colza si trovano in Francia e in Germania; modesta la produzione italiana. Della colza sono state ottenute anche varietà geneticamente modificate (OGM); di queste in Europa è permessa la commercializzazione ma è vietata la coltivazione, secondo una direttiva che comprende anche le varietà OGM di tabacco, mais, soia e radicchio.

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Olio di colza e olio di canola

L’olio di colza trova un largo impiego nell’industria, come lubrificante per macchinari, e ha proprietà repellenti degli insetti; esso risulta tossico per l’uomo a causa dell’elevato contenuto di acido erucico, un acido grasso che in quest’olio è presente al 45%. Una variante dell’olio di colza, commercializzata come olio adatto alla preparazione di cibi, è nota come olio di canola. Il termine “canola” deriva da “Canada” e “oil”, e definisce un varietà di colza geneticamente modificata, creata in Canada alla fine degli anni Settanta del Novecento. L’olio di canola si è imposto nell’industria alimentare ed è fra quelli più usati, dopo l’olio di palma e l’olio di soia; ha largamento superato altri oli, come quello di arachidi e di girasole.

A differenza dell’olio di colza, il contenuto di acido erucico nell’olio di canola è di circa il 2%. Dapprima l’olio ottenuto dalla varietà canadese fu chiamato LEAR (Low Erucic Acid Rapeseed), cioè “olio di colza a basso contenuto di acido erucico”, ma fu presto evidente che per essere imposto sul mercato come alternativa agli oli alimentari già esistenti necessitava di un nuovo nome. Il nome “canola” fu creato nel 1978; prima di potere essere commercializzato negli Stati Uniti dovette attendere il riconoscimento dalla FDA (Food and Drug Administration) come alimento GRAS (Generally Recognized As Safe), che ne attestasse la sicurezza alimentare; l’olio di colza non ha mai ottenuto questo marchio. Dalla fine degli anni Novanta l’uso dell’olio di canola nell’industria alimentare è notevolmente aumentato. Estese coltivazioni sono oggi presenti in Giappone, Cina, Messico, Bangladesh, Pakistan e Australia, oltre che in Canada.

Attualmente vi sono pareri discordanti riguardo alla sicurezza dell’olio di canola. I suoi detrattori osservano che l’acido erucico, un acido grasso saturo a catena lunga (22 atomi di carbonio), può provocare danni al sistema nervoso e che altri componenti, quali emagglutinine e glicosidi, potrebbero portare a coagulazione del sangue, depressione del sistema immunitario, cecità, cancro. I suoi sostenitori, e principalmente l’industria alimentare, ribattono che la percentuale di acido erucico è molto bassa e che l’elevato tenore di acido oleico, rapportato alla bassa quantità di acidi grassi saturi, lo rende particolarmente benefico per la prevenzione delle malattie cardiovascolari; contiene inoltre acidi grassi della serie omega-3, ritenuti anch’essi positivi per l’organismo.

Classificazione scientifica: La specie Brassica campestris oleifera appartiene alla famiglia delle crucifere, ordine capparali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme. Alcuni autori classificano la colza come Brassica napus oleifera, specie da altri autori indicata come ravizzone.

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