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Antidoto

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Introduzione

Antidoto Composto in grado di annullare l’azione di una sostanza tossica (antidoto propriamente detto), limitandone l’assorbimento e l’entrata nel circolo sanguigno, o di contrastare i sintomi dell’intossicazione, esplicando sull’organismo reazioni biologiche che si oppongono a quelle del veleno. Gli antidoti conosciuto sono circa venti, ognuno dei quali può essere utilizzato contro specifici agenti tossici. Nessuna sostanza può essere considerata come antidoto universale, perché le caratteristiche chimiche dei composti tossici e le modalità con cui essi esercitano la loro azione sono estremamente varie (vedi Tossicità).

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Principali antidoti

Sono antidoti propriamente detti, ad esempio, il carbone vegetale e il caolino, che assorbono a livello intestinale la sostanza tossica e la neutralizzano prima che questa entri nel sangue. Agiscono invece in modo da annullare l’effetto del tossico le sostanze chelanti, impiegate contro l’avvelenamento da metalli; il gluconato di calcio, che agisce contro il fluoruro; il nitrito d’amile, contro gli avvelenamenti da cianuro; la vitamina C, che agisce da antidoto nei casi di meteglobinemia, ossia di formazione di metemoglobina causata da composti come i nitriti, i clorati e i sulfamidici; i sieri antivipera. Sono comunemente considerati “antidoti universali” il latte e l’albume d’uovo; in realtà, essi possono in alcuni casi risultare inutili o controproducenti, favorendo, anziché contrastare, l’assorbimento della sostanza tossica a livello gastrointestinale. Ad esempio, il latte rende ancora più grave l’avvelenamento da ingestione di derivati del petrolio. Pertanto, nel caso si debba prestare pronto soccorso a un infortunato che abbia ingerito una sostanza tossica, in attesa dell’intervento di un medico è necessario cercare di determinare con precisione di quale composto si tratta, e contattare il centro antiveleni di un ospedale per conoscere l’antidoto da utilizzare. Vedi anche Avvelenamento.

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