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Jacopo della Quercia

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J. della Quercia: Tomba di Ilaria del CarrettoJ. della Quercia: Tomba di Ilaria del Carretto

Jacopo della Quercia Soprannome di Jacopo di Piero d’Agnolo di Guarnieri (Siena 1374-1438), scultore attivo a Lucca, Siena e Bologna; nelle sue opere coniugò un linearismo gotico di ascendenza nordica e francese, acquisito probabilmente attraverso il padre orafo, con un vigoroso plasticismo, che testimonia la consonanza con la concezione artistica del primo Rinascimento.

Nel 1401 partecipò al concorso per la realizzazione delle formelle bronzee della seconda porta del Battistero di Firenze, insieme a Filippo Brunelleschi e a Lorenzo Ghiberti (che risultò infine vincitore). Cinque anni più tardi scolpì la Tomba di Ilaria del Carretto (1406-1407 ca.), concepita ed eseguita in base a criteri squisitamente rinascimentali. Conservata nel Duomo di Lucca, la tomba presenta sui lati putti alati che reggono pesanti ghirlande, la cui vitale esuberanza contrasta con l'immagine serena della nobildonna avvolta da morbidi drappeggi. Era dunque già scultore rinomato nel 1409, quando il comune di Siena gli commissionò la Fonte Gaia (1409-1419), la fontana per la piazza del Campo. Oggi l'opera è stata sostituita da una copia, e i resti delle sculture originali, danneggiate dal tempo, sono stati trasferiti nella loggia del Palazzo Pubblico.

Nel 1416 lo scultore ottenne l’incarico di partecipare alla realizzazione del fonte battesimale di Siena, insieme a Donatello, Ghiberti e altri artisti minori senesi: di sua mano sono una delle formelle bronzee della vasca esagonale, raffigurante l’Annuncio a Zaccaria, terminata nel 1428-1430; sul tabernacolo marmoreo, cinque dei sei Profeti posti nelle nicchie; a coronamento della struttura, la statua in marmo di San Giovanni Battista.

Tra il 1416 e il 1422 Jacopo scolpì anche la pala d'altare della famiglia Trenta (San Frediano, Lucca), nella quale l’adozione degli schemi compositivi del gotico fiorito non impedisce il dispiegarsi di una drammaticità nuova. Nell'ultimo periodo della sua vita eseguì inoltre un Apostolo per il Duomo di Lucca (dei dodici commissionati) e si dedicò alla decorazione scultoria del portale maggiore della chiesa di San Petronio a Bologna, iniziata nel 1425 e rimasta incompiuta. Realizzò i dieci pannelli marmorei a rilievo dei pilastri con Scene della Genesi, i cinque dell’architrave con episodi dell’Infanzia di Cristo, gli stipiti con Profeti a mezzo busto, la lunetta con la Vergine tra i santi Petronio e Ambrogio. Caratterizza queste ultime opere di Jacopo l’essenzialità delle composizioni, la sapiente resa dell’anatomia e l'effetto complessivo di monumentalità.

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