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Test psicologici Strumenti che misurano alcuni aspetti del comportamento umano avvalendosi di procedure, metodi di 'somministrazione' e interpretazione accuratamente standardizzati. I test permettono di valutare quasi tutti gli aspetti del funzionamento emotivo o intellettuale dell'individuo, inclusi anche tratti di personalità, atteggiamenti, motivazioni. I test, di solito, vengono somministrati da qualificati psicologi clinici, scolastici o del lavoro. L'interpretazione è basata sulla comparazione tra le risposte del soggetto e i punteggi standardizzati previsti per ogni risposta dal test stesso.
Il primo test di intelligenza fu messo a punto nel 1905 dagli psicologi francesi Alfred Binet e Theodore Simon, allo scopo di identificare quei bambini che avrebbero potuto presentare difficoltà nel seguire i normali programmi scolastici. Nel 1916 lo psicologo statunitense Lewis Terman produsse la prima Revisione Stanford della scala Binet-Simon, per ottenere norme di riferimento che ne consentissero la somministrazione a soggetti statunitensi dai tre anni all'età adulta. Il test fu ulteriormente rivisto nel 1937 e nel 1960, e oggi la scala Stanford-Binet rimane uno dei test di intelligenza maggiormente usati. La necessità di selezionare i soldati durante la prima guerra mondiale fu, invece, alla base dello sviluppo di altri test di intelligenza, come l'Army Alpha (costruito per la valutazione dei soldati analfabeti) e l'Army Beta (per la valutazione dei soldati in grado di leggere e scrivere). La necessità di individuare i soldati a rischio di crollo psichico in situazioni di combattimento portò lo psicologo statunitense Robert Woodworth a mettere a punto il Personal Data Sheet, un precursore dei moderni 'inventari di personalità'. Durante gli anni Trenta le controversie sulla natura dell’intelligenza condussero alla costruzione della Wechsler-Bellevue Intelligence Scale, una scala per la misurazione dell'intelligenza che non solo forniva un indice delle abilità mentali generali, ma rivelava anche i punti di forza e di debolezza dell'intelligenza. Il test di Wechsler, che può essere somministrato ancora oggi sia a individui di età prescolare sia agli adulti, è, al momento, tanto importante quanto quello Stanford-Binet. Oggigiorno l'interesse nei confronti della misurazione dell'intelligenza in quanto tale è tuttavia diminuito, mentre è aumentato l'interesse per la comprensione delle strategie e delle modalità cognitive utilizzate per risolvere i problemi proposti dai test.
In ambito educativo i test di intelligenza e di profitto vengono somministrati per valutare le potenzialità individuali e migliorare la pianificazione dell'istruzione e dei programmi. Se il progresso del bambino a scuola si rivela particolarmente lento o se ci sono segnali di problemi di apprendimento o di comportamento, i test possono infatti chiarire se le difficoltà siano da attribuire a disturbi neurologici o emotivi. Anche molte scuole superiori applicano gli inventari e i test attitudinali, in questo caso per aiutare la pianificazione formativo-professionale degli studenti. In strutture sanitarie come cliniche o ospedali, i test psicologici vengono somministrati ai fini della diagnosi e dell'indicazione del trattamento da prescrivere. Essi forniscono informazioni circa il funzionamento generale della personalità e l'eventuale necessità di una psicoterapia e possono vagliare questioni specifiche, come la presenza o l'assenza di disturbi mentali. Diversi tipi di test possono venire somministrati insieme per esaminare sia gli aspetti intellettivi sia quelli emotivi dei pazienti. I test, inoltre, possono essere usati dalla psicologia del lavoro in ambito organizzativo e anche per la selezione del personale. In questo contesto, il test di intelligenza viene normalmente integrato da metodi costruiti in maniera mirata, per rispondere alle necessità dell'organizzazione.
Attualmente esiste una vasta gamma di procedure testologiche. I numerosi test possono essere raccolti in due categorie, secondo i comportamenti particolari che studiano: le capacità e la personalità. I test di capacità sono prove che permettono di determinare e misurare l’intelligenza e le abilità mentali e professionali dell’individuo; i test di personalità sono prove che rivelano e misurano inclinazioni, reazioni, emozioni, atteggiamenti e opinioni dell’individuo. Queste ultime prove sono suddivise in due gruppi: i questionari e i test proiettivi. I primi sono costituiti da sequenze di domande relative a vari aspetti della vita personale e non implicano risposte giuste o sbagliate, ma risposte diverse da soggetto a soggetto. I questionari fanno appello alla parte cosciente dell’individuo. I test proiettivi, invece, si rivolgono alla parte inconscia della persona rivelandone, quindi, anche gli aspetti di cui essa non è a diretta conoscenza. In questo caso il soggetto è messo di fronte a compiti che, per quanto diversi, hanno un aspetto comune: propongono tutti qualcosa di indefinito. Test proiettivo vuol dire che di fronte a uno stimolo vago e non ben definito si hanno risposte nelle quali viene proiettata una parte di sé: un sentimento, un’esperienza passata, una paura, un desiderio, un modo di affrontare le situazioni.
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