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Test psicologici

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Test di RorschachTest di Rorschach
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4.1

Test di profitto

Sono test diretti in modo specifico alla valutazione delle prestazioni scolastiche. Poiché il profitto è considerato un indicatore dell'apprendimento raggiunto, il test di profitto può essere utilizzato anche per predire il futuro successo negli studi.

Un test di profitto, somministrato in ambienti scolastici, dovrebbe includere, di norma, misure separate di abilità di vocabolario, di linguaggio, di comprensione, di lettura, di capacità aritmetiche e di soluzione di problemi complessi, di scienza e di studi sociali. Il profitto individuale viene determinato in base alla comparazione tra i risultati del soggetto e il punteggio medio ricavato da un campione nazionale e locale, sufficientemente ampio e rappresentativo.

4.2

Test attitudinali

Questi test predicono la possibile prestazione futura in un'area in cui l'individuo non ha ancora ricevuto una formazione adeguata. Le scuole, le industrie e, in alcuni paesi, anche le agenzie governative usano spesso i test attitudinali per la selezione e la classificazione del personale. Alcuni test attitudinali riguardano una consistente gamma di abilità, come, ad esempio, le capacità di ragionamento generali, la percezione formale, la coordinazione motoria, le abilità manuali, che sono utili per poter intraprendere determinate occupazioni. Altri test mettono a fuoco una singola area, come l'arte, l'ingegneria o le lingue moderne.

4.3

Test d'intelligenza

Al contrario dei test che valutano le abilità e le attitudini, i test di intelligenza misurano la capacità generale di una persona di far fronte alle richieste ambientali. I punteggi ottenuti sono generalmente conosciuti come quoziente d'intelligenza, o QI. La scala Stanford-Binet si propone di valutare esclusivamente le abilità verbali; al contrario, le scale Wechsler sono formate da due parti che misurano due tipi di abilità: una è costituita da compiti (o test) linguistici, l'altra da compiti pratici. Vi sono, inoltre, vari altri tipi di test di intelligenza, come quelli specifici per l'età evolutiva, quelli che non richiedono l'uso del linguaggio e quelli che sono stati costruiti per la somministrazione in gruppo.

Il concetto di QI usato attualmente esprime una posizione individuale, in relazione a un gruppo rappresentativo di persone della stessa età. Il QI medio equivale a 100, intendendo con ciò che circa la metà dei soggetti sottoposti al test ottiene punteggi compresi fra 90 e 110.

4.4

Inventari di interesse

I questionari autosomministrati, nei quali una persona indica le proprie preferenze riguardo a particolari attività, vengono chiamati 'inventari di interesse'. Questi inventari sono spesso usati nella consulenza professionale non con l'intento di predire l'eventuale successo, ma soltanto per offrire una guida per la scelta delle varie possibilità di impiego.

4.5

Test oggettivi di personalità

Misurano l'adattamento sociale ed emotivo e sono usati per individuare la necessità di un consulto o di una terapia psicologici. Lo stimolo materiale che sta alla base del test descrive sostanzialmente sentimenti, atteggiamenti e tipi di comportamento, e viene raggruppato in sottoscale, ognuna delle quali rappresenta un unico e specifico tipo di personalità o stile relazionale, come l’estroversione sociale o la depressione. Prese insieme, le sottoscale forniscono un profilo di personalità globale.

Il più utilizzato dei test oggettivi di personalità è l’MMPI (Minnesota Multiphasic Personality Inventory, Inventario multifasico della personalità del Minnesota), che è uno strumento per la formulazione di diagnosi psichiatriche e per determinare la gravità del disturbo psicopatologico riscontrato in un soggetto. È strutturato come un questionario e va utilizzato con persone che presentano problemi di tipo psicologico e psichiatrico, sempre affiancato da altri test e da colloqui. È utile anche a fini di controllo terapeutico per valutare in modo obiettivo gli effetti di una terapia o altri mutamenti, spontanei o meno, venutisi a creare con il tempo. La costruzione del test è stata fatta sulla base di un criterio empirico; le risposte fornite dai soggetti esaminati vengono confrontate con un campione di riferimento di circa 2400 soggetti affetti da diversi disturbi mentali, usando per ciascuna patologia psichica, che costituisce una scala, i sintomi che maggiormente la caratterizzano. Il test consta di tre scale di validità e dieci scale cliniche, delle quali ciascuna rappresenta un gruppo di sintomi psichiatrici (ipocondria, depressione, isteria, psicopatia, mascolinità-femminilità, paranoia, psicoastenia, schizofrenia, mania, introversione sociale).

Le tre scale di validità servono a vedere con quale accuratezza e sincerità il soggetto ha compilato il questionario. Le scale cliniche invece sondano le dimensioni più significative della personalità del soggetto in esame.

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