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Granchio Nome comune dei crostacei decapodi appartenenti al sottordine dei brachiuri, caratterizzati da un addome ridotto e dalla fusione del capo (cefalon) e del torace (pereion) in un’unica struttura protetta da un carapace calcificato. Il termine “granchio” viene comunemente esteso anche al paguro e alle specie a esso affini, riunite nell’infraordine degli anomuri, anch’esso incluso nell’ordine dei decapodi; una delle principali caratteristiche che distingue il paguro dai granchi propriamente detti è l’assenza di un carapace calcificato, mancanza a cui questo animale ovvia rifugiandosi nelle conchiglie vuote dei molluschi gasteropodi. Comunissimi abitatori dei fondali marini, i granchi vivono anche in ambienti d’acqua dolce e alcuni si avventurano perfino sulla terraferma.
I granchi, appartenenti allo stesso ordine delle aragoste e dei gamberi, presentano un singolare sistema di locomozione laterale; oltre che nel nuoto, sono specializzati nello scavo. Il corpo è perlopiù coperto da un guscio chitinoso, detto carapace, dotato di una copertura cerosa. L’addome ridotto, che in molte specie non è più usato per la locomozione, è ripiegato sotto il corpo e serve principalmente come tasca per tenere le uova. Il corpo segmentato di un granchio reca diverse paia di appendici, di cui cinque servono per la locomozione e due per la percezione sensoriale. Le appendici più vicine al capo portano delle chele, che vengono utilizzate per la presa del cibo, come armi di difesa, e inoltre vengono sfoggiate nelle parate che precedono l’accoppiamento. I granchi sono considerati animali relativamente evoluti: spesso, infatti, raggiungono notevoli dimensioni (il record è detenuto dalla grancevola Maia squinado, i cui arti sottili possono raggiungere i 3,6 m di lunghezza) e possiedono un sistema nervoso relativamente complesso. Resistono bene alle variazioni dell’ambiente esterno, riuscendo così a prosperare anche in habitat piuttosto ostili. Le abitudini alimentari possono essere anche molto differenti a seconda delle specie. Animali attivi e dotati di comportamenti complessi, i granchi presentano occhi composti e un buon senso della vista. Olfatto e gusto sono anch’essi ben sviluppati, consentendo loro di identificare tanto fonti di cibo, quanto eventuali partner. Il loro comportamento sociale e riproduttivo a volte comprende complessi rituali di accoppiamento e tecniche di comunicazione come il tambureggiamento o l’ondeggiamento delle chele. Questi animali tendono a essere aggressivi e i maschi spesso combattono per avere accesso alle femmine.
I granchi hanno sessi separati. Nella maggior parte delle specie l’accoppiamento avviene quando la femmina ha appena completato la muta e il suo nuovo carapace non si è ancora indurito. Le uova, tenute in un’apposita tasca addominale, quando si schiudono rilasciano minuscole larve liberamente natanti. Alcune specie presentano due stadi larvali, dei quali il primo (Zoea) è molto diverso dall’adulto, mentre il secondo (Megalopa) inizia a rassomigliare alla forma matura. Il giovane granchio aumenta di dimensioni a ogni muta; quando cambia l’esoscheletro l’animale, protetto da uno scudo ancora non indurito, è temporaneamente vulnerabile ed esposto all’attacco di eventuali predatori. I granchi possono vivere da 3 a 12 anni.
Le specie comprese nel sottordine dei brachiuri sono circa 4500. Tra le più note, le grancevole sono caratterizzate da un corpo sottile e da lunghi arti; alcune presentano elaborati comportamenti mimetici. I portunidi hanno arti modificati come pagaie, adatti al nuoto; tra i più conosciuti, Carcinus moenas, meglio noto come granchio ripario, è presente lungo le coste italiane. I pinnoteridi sono piccoli e vivono all’interno o sulla superficie di molluschi marini come le ostriche. I granchi di terra (gecarcinidi) sono animali onnivori diffusi ai tropici, che ritornano all’acqua per riprodursi. Un celebre granchio d’acqua dolce è Potamon fluviatile, della famiglia dei potamidi. Nei mari del Giappone vive un granchio di dimensioni gigantesche, classificato Macrocheira kaempferi: il suo corpo raggiunge i 35 cm di diametro, e con gli arti addirittura i 3 m di lunghezza. Quasi tutti i granchi sono commestibili; la loro carne è ricca di proteine, ma ha un basso tenore lipidico. La pesca al granchio è un’importante attività economica di molte regioni costiere. I comuni granchi eremiti (paguri) hanno l’addome non protetto e vivono in conchiglie abbandonate di gasteropodi marini. Hanno un numero ridotto di arti locomotori e si servono della grossa chela destra per bloccare l’apertura della conchiglia quando sono minacciati da un predatore o da un rivale. Spesso i granchi eremiti devono combattere per il possesso di una nuova conchiglia, che cambiano ogni volta che effettuano una muta. Alcuni granchi eremiti vivono sulla terraferma (tranne che durante la riproduzione) e hanno camere branchiali che funzionano come polmoni. Accanto a forme molto simili ai granchi propriamente detti, ce ne sono altre più primitive che somigliano ad aragoste (galateidi e uroptichidi). Gli ocipodi hanno il corpo allungato e si nascondono nella sabbia; si nutrono filtrando particelle di cibo dall’acqua. Classificazione scientifica: I granchi propriamente detti costituiscono il sottordine dei brachiuri dell’ordine decapodi, classe crostacei, phylum artropodi. I granchi eremiti e le specie affini appartengono all’infraordine degli anomuri, ordine decapodi.
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