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Letteratura sudafricana

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Nadine GordimerNadine Gordimer
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Introduzione

Letteratura sudafricana Letteratura sviluppatasi in Sudafrica in forma scritta a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Ha carattere complesso perché il pluralismo etnico, culturale e linguistico ha dato vita a tre tradizioni letterarie nelle lingue autoctone (le lingue bantu sotho, xhosa, zulu), afrikaans e inglese.

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Letteratura nelle lingue autoctone

La letteratura sudafricana nelle lingue autoctone attinge al patrimonio di racconti tramandati oralmente, che iniziarono a essere trascritti dopo l’arrivo dei coloni bianchi. Tra i principali esponenti si ricordano Thomas Mofolo (1876-1948), autore del romanzo Chaka lo zulu (1925), in lingua sotho; Benedict W. Vilakazi (1906-1947), romanziere, poeta e saggista in lingua zulu; James J.R. Jolobe (1902-1976), poeta di lingua xhosa; Soloman Tshekisho Plaatje (1876-1932), scrittore e uomo politico, autore del romanzo storico Mhudi (1930), ispirato alla tradizione della letteratura orale bantu. Fra gli scrittori più noti meritano menzione anche Archibald Campbell Jordan (1906-1968), che scrisse in xhosa, il poeta zulu Rolphus R.R. Dhlomo (1906-1971), i prosatori Alex La Guma (1925-1985) e Bloke Modisane (1923-1986), il critico e drammaturgo Lewis Nkosi (1936) e il poeta nero Dennis Brutus (1924), conosciuto per la sua rappresentazione degli effetti dell’oppressione razziale sulla vita di tutti i giorni.

A causa delle politiche governative, attorno alla metà del XX secolo molti scrittori sudafricani neri emigrarono. Tra loro vi furono Peter Abrahams, famoso per l’autobiografia Dire libertà. Memorie del Sudafrica (1954), in cui denunciò l’oppressione razziale subita da ragazzo a Johannesburg, ed Es’kia Mphahlele, tra i più importanti critici della letteratura sudafricana e autore di The African Image (1962, L’immagine africana), saggio in cui analizza la letteratura africana, sia bianca sia nera.

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Letteratura in afrikaans

La letteratura in afrikaans risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando si sviluppò il movimento “Associazione degli afrikaner purosangue”, che considerava la lingua dei coloni europei come lingua culturale e diede inizio alla traduzione della Bibbia. Se i primi poeti inneggiarono alla lotta patriottica dei boeri contro gli inglesi, a partire dagli anni Venti del Novecento poeti e scrittori si occuparono dei nuovi problemi politici e religiosi, e negli anni Trenta allargarono i propri orizzonti passando da temi nazionalistici a temi universali.

Tra i rappresentanti più significativi di questa tradizione si ricordano N.P. van Wyk Louw (1906-1970), Uys Krige (1910-1987) ed Elisabeth Eybers (1915). Una forte coscienza sociale domina le opere della generazione degli anni Quaranta, in particolare quelle del poeta, drammaturgo e critico D.J. Opperman (1914-1985). A partire dagli anni Sessanta-Settanta si registrò un marcato impegno politico e intellettuale contro la politica dell’apartheid. Ne sono esempio le opere del poeta Breyten Breytenbach, che subì il carcere dal 1975 al 1982, e del romanziere André Brink (1935), del quale si ricordano Un’arida stagione bianca (1979; trasposizione cinematografica del 1988, con Susan Sarandon, Donald Sutherland e Marlon Brando) e La prima vita di Adamastor (1993).

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Letteratura in inglese

La letteratura in lingua inglese si sviluppò a partire dalla fine del XIX secolo con la pubblicazione di The Story of an African Farm, di Olive Schreiner, nel 1883, una descrizione realistica della vita contadina e patriarcale. All’indomani della prima guerra mondiale Sarah Gertrude Millin (1892-1968) introdusse nella letteratura il tema dei rapporti razziali, che sarebbe diventato focale nel secondo dopoguerra, ad esempio nel romanzo Piangi terra amata (1948) di Alan Paton (1903-1988) e soprattutto negli scritti di Nadine Gordimer, vincitrice nel 1991 del premio Nobel per la letteratura, di John Michael Coetzee e di Athol Fugard (1932), il più importante drammaturgo sudafricano, le cui opere teatrali (ad esempio Sizwe Bansi è morto, 1972) sfidarono apertamente le politiche governative. Sudafricana di origine, ma esiliata nel Botswana, è Bessie Head (1937-1986), autrice di romanzi e racconti autobiografici; in traduzione italiana si possono leggere Una questione di potere (1971) e i racconti raccolti in La donna dei tesori.

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