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Introduzione; I concetti dell’armonia occidentale; Cenni storici; Categorie e nomenclatura degli accordi tonali
Armonia In musica, la combinazione di note (o di altezze) che risuonano simultaneamente, in contrapposizione alla melodia, nella quale i suoni formano una successione. Si parla di armonia ogni volta che due o più note risuonano assieme, in qualsiasi tipo di musica: nell’interazione tra le melodie simultanee in una fuga, come negli accordi della chitarra che accompagna una canzone, o nelle note basse e sostenute che fanno da sfondo a generi diversi, come la musica per cornamusa o la musica indiana classica. Nella cultura occidentale, tuttavia, specie dopo il Rinascimento, l’armonia ha assunto un ruolo fondamentale nella struttura e nell’espressione musicale.
Gran parte della musica occidentale compresa tra il Seicento e l’Ottocento è tonale: ciò significa che attorno a una nota centrale, la tonica, sembrano tendere tutte le altre note. Nella musica tonale l’effetto della tonica è creato in larga misura dall’interazione reciproca dei vari accordi, in un linguaggio armonico denominato “armonia funzionale”.
Gli intervalli (le distanze tra le altezze) sono gli elementi base dell’armonia. Alcuni sono percepiti come consonanti (ossia le due note si fondono tra loro) e altri come dissonanti (ovvero le due note si scontrano, spesso creando l’attesa di una risoluzione in consonanza). La differenza tra le due percezioni, comunque, è puramente relativa: gli intervalli più consonanti sono quelli che compaiono per primi nella serie degli armonici (l’ottava, la quinta ecc.), diventando sempre meno consonanti via via che si procede nella serie.
L’elemento armonico base nella musica tonale è la triade: le tre note che la costituiscono (esempio 1) si definiscono fondamentale, terza e quinta; queste ultime sono separate dalla fondamentale rispettivamente da un intervallo di terza e di quinta.
I tipi di triade sono quattro. Due sono consonanti e formano gli accordi stabili della musica tonale. Essi sono la triade maggiore (ad esempio do-mi-sol) in cui con la fondamentale si formano una terza maggiore (do-mi) e una quinta giusta (do-sol); e la triade minore (per esempio do-mib-sol), in cui si formano una terza minore (do-mib) e una quinta giusta. Gli altri due tipi di triade sono percepiti come “dissonanti”. La triade diminuita (come do-mib–solb) è formata da una terza minore e una quinta diminuita dissonante (do-solb). La triade eccedente (come do-mi-sol#)è formata da una terza maggiore e una quinta eccedente dissonante (do-sol#). La triade eccedente conferma però quanto si diceva a proposito della relatività della dissonanza: nessuno degli intervalli tra le singole note di una triade eccedente è per sé dissonante. È l’urto tra gli armonici dei tre suoni della triade a far percepire questo accordo come non risolto.
Nell’armonia funzionale, perché un suono funga da tonica esso deve essere il punto focale di un gruppo di note che rientrano in una scala, che può essere maggiore o minore. La tonica con la sua scala, e le triadi costruite con le note di quella scala, formano una tonalità. Una composizione nella tonalità di do maggiore, quindi, avrà il do come tonica e sarà strutturata attorno alla scala di do maggiore. Le triadi si possono costruire su una qualsiasi nota della scala, e vengono indicate con numeri romani in relazione alla nota della scala che ne costituisce la fondamentale. Quello costruito sulla prima nota della scala è l’accordo di tonica o accordo I. L’accordo che il più delle volte porta a un ritorno della tonica è la triade costruita sul quinto grado della scala (accordo V o di dominante). Gli accordi costruiti sulle altre note della scala (il II, III, IV, VI e VII) svolgono ciascuno un proprio ruolo, sia nel preparare alla tonica o dominante, sia interagendo tra loro. Ogni triade può essere suonata con una qualsiasi delle sue tre note nella parte più bassa. Nella posizione fondamentale (con la fondamentale nella posizione inferiore come avviene nell’esempio 1), la triade è nella sua forma più stabile. I rivolti di una triade, con un’altra delle sue note nella posizione inferiore (mi-sol-do e sol-do-mi per la posizione fondamentale do-mi-sol), sono forme più instabili dello stesso accordo.
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