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Weil, Simone

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Introduzione

Weil, Simone (Parigi 1909 - Londra 1943), filosofa e pensatrice religiosa francese. Nel 1928 entrò alla prestigiosa Ecole Normale Supérieure, laureandosi nel 1931. Mentre insegnava filosofia in vari licei, si dedicò intensamente all'attività politica frequentando gruppi socialisti e comunisti. Nel 1936 si unì alle Brigate Internazionali durante la guerra civile spagnola, come cuoca di campo.

Nel 1937, durante un breve soggiorno ad Assisi, ebbe un'esperienza mistica nella cappella della Porziuncola e si accostò al cristianesimo, rifiutando tuttavia di aderire a una determinata confessione. Durante la seconda guerra mondiale, per via della sua origine ebraica non poté continuare l'insegnamento nella Francia occupata dai tedeschi e fu costretta a fuggire negli Stati Uniti con la famiglia. Per unirsi alla Resistenza francese, nel 1942 tornò in Europa, stabilendosi a Londra; l'anno seguente morì nel sanatorio di Ashford, essendosi imposta le privazioni alle quali erano sottoposti i compatrioti francesi durante l'occupazione tedesca.

I suoi scritti più importanti, pubblicati postumi, comprendono: i Quaderni (3 voll., 1951-56); L'ombra e la grazia (1947); Attesa di Dio (1949) e La prima radice (1949).

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'Decreazione'

Secondo Weil la storia umana è la 'storia dell'asservimento degli uomini', nella quale alle forme tradizionali di dominio si sta sostituendo l''oppressione esercitata in nome della funzione', ossia un asservimento generato dalla divisione del lavoro e dalla moltiplicazione delle specializzazioni tipiche del capitalismo. Ora, secondo Weil, per un'autentica liberazione dell'uomo non è sufficiente ispirarsi al progetto rivoluzionario di Marx, il cui materialismo storico affida questa liberazione al meccanismo sociale e alle sue leggi. Occorre rifarsi invece a un'esigenza etica, in grado di fare dell'individuo il valore supremo. La liberazione dell'uomo, tuttavia, non comporta un superamento della sua costitutiva infelicità, derivante dalla sua lontananza, in quanto creatura, da Dio. Per eliminare questa distanza, e dunque sconfiggere la sua infelicità, l'uomo deve porre in atto una 'decreazione', cioè annullare il proprio Io: ciò avviene attraverso la sofferenza, l'umiliazione, la sopraffazione subita, come quella che ha luogo nei campi di concentramento. Da qui nacque l'adesione di Weil al cristianesimo, per quanto fino all'ultimo ella abbia rifiutato il battesimo. Secondo Weil 'in qualunque epoca, in qualunque paese, dovunque c'è una sofferenza, la Croce di Cristo ne è la verità'.

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