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New Deal Programma di provvedimenti interni realizzato dal presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt tra il 1933 e il 1938 per fronteggiare gli effetti della Grande Depressione.
La schiacciante vittoria elettorale di Roosevelt nel 1932 e l’urgenza dei problemi aperti dalla crisi economica portarono nel 1933 a una vera e propria ondata di provvedimenti di riforma. L’Emergency Banking Act istituì ispezioni governative sull’operato delle banche e la creazione di un fondo di garanzia federale a tutela degli utenti, nel tentativo di rilanciare la fiducia della gente nei confronti degli istituti di credito. Due leggi del 1933 e del 1934 regolarono invece il settore delle assicurazioni. Numerose disposizioni nel campo dell’edilizia mirarono al rilancio del settore attraverso l’istituzione di sussidi e programmi di edilizia popolare gestiti da una Federal Housing Administration. Su un piano diverso, corpi organizzati di protezione civile offrirono lavoro temporaneo a un gran numero di giovani. I due principali provvedimenti del 1933 riguardarono tuttavia il riordino complessivo dei settori agricolo e industriale. L’Agricultural Adjustment Act attivò una serie di meccanismi per favorire la crescita dei prezzi dei prodotti agricoli, tra i quali indennizzi federali per la limitazione volontaria nella produzione di grano. Il National Industrial Recovery Act (NIRA) mise invece mano a due programmi di maggiore portata, uno di opere pubbliche realizzate sotto la responsabilità di un’apposita Public Works Administration, l’altro di produzione di codici normativi, al fine di regolare le diverse attività industriali; tali codici dovevano garantire un’equa competizione di mercato.
La speranza che i provvedimenti del 1933 sortissero immediati effetti positivi svanì rapidamente. Nel 1935 Roosevelt promosse quindi un “secondo New Deal”, incentrandolo sulle problematiche del lavoro e sulla ricerca di un rapporto privilegiato con i sindacati, in polemica con il mondo dei grandi affari sin lì mostratosi critico verso la sua azione di governo. Le nuove misure prevedevano una maggiore tassazione dei profitti più alti, regole più rigide nella produzione industriale, ma soprattutto una legislazione sindacale rivoluzionaria, a garanzia della contrattazione collettiva (National Labor Relations Act del 1935) e la determinazione del limite massimo di ore di lavoro e dei minimi salariali (Fair Labor Standards Act del 1938). Per il resto, se un nuovo stanziamento di oltre cinque miliardi di dollari permise il rilancio dell’attività della Works Progress Administration (WPA), sempre nel 1935 la legge sulla previdenza sociale introdusse l’assistenza pubblica per pensionati e disoccupati. La spinta riformista si fermò nel 1937, non riuscendo ad aver ragione dell’opposizione della classe industriale; a partire dal 1939, poi, l’attenzione del governo e dell’opinione pubblica si concentrò progressivamente sui temi della politica estera. L’eredità maggiore del New Deal, più che sul fronte del rilancio dell’economia, risultò essere l’enorme crescita delle responsabilità assunte dal governo federale, e la creazione di una vasta coalizione di interessi attorno al Partito democratico, fattori che gli garantirono una lunga permanenza al potere negli anni successivi.
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