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Introduzione

Giornale Pubblicazione a stampa che riporta notizie e commenti su avvenimenti recenti. Incentrato innanzitutto sui fatti, nazionali ed esteri, di politica, economia e cronaca, il giornale quotidiano include anche ampie sezioni riguardanti lo sport, lo spettacolo, la cultura, la scienza, la cronaca locale. Una parte dello spazio di un giornale è altresì riservata ad annunci di vario genere (necrologi, offerta e richiesta di vendita o acquisto di beni vari, di locazione, di lavoro).

Negli ultimi anni, per contrastare una tendenza al calo delle vendite, molti quotidiani hanno iniziato a offrire riviste settimanali (i cosiddetti “magazine”), oppure allegati di vario genere, gratuiti o a pagamento (ad esempio videocassette, CD audio e DVD, libri, enciclopedie, dizionari ecc.).

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Tipologie e diffusione

La maggior parte della stampa quotidiana è formata dai quotidiani cosiddetti “indipendenti” (il termine non significa che non possono essere condizionati da gruppi di potere o di pressione, ma semplicemente che non dipendono dal governo o dai partiti politici). Vincolati a una linea ideologica sono invece i cosiddetti organi di partito, vale a dire i quotidiani direttamente legati a partiti politici.

I quotidiani locali hanno una diffusione limitata e curano con particolare interesse le notizie riguardanti gli avvenimenti accaduti nell’area geografica di appartenenza. Infine, vi sono due tipi principali di quotidiani “specialistici”: quelli sportivi e quelli economici.

In Gran Bretagna (e, in generale, nei paesi di cultura anglosassone) ha una forte tradizione, che manca invece in Italia, il cosiddetto popular newspaper (“quotidiano popolare”), che si rivolge a un pubblico più vasto e meno esigente insistendo soprattutto su notizie scandalistiche, e che viene contrapposto al quality newspaper (“quotidiano di qualità”).

La diffusione dei quotidiani varia sensibilmente nei diversi paesi, secondo la situazione sociale e culturale. Nel 2000, stando ai dati ufficiali forniti dalla World Association of Newspapers, in Norvegia sono state vendute 569 copie per 1000 abitanti, in Giappone 580, in Svizzera 373, in Germania 305, negli Stati Uniti 180 e in Italia 104 (l’Italia si colloca al terzultimo posto in Europa per vendita di giornali e supera solo Grecia e Portogallo).

Per fronteggiare la competizione di radio e televisione, che riferiscono le notizie in tempo quasi reale, i giornali sono divenuti più analitici e offrono oggi un più esteso sfondo informativo alle notizie, tentando di fornire spiegazioni e interpretazioni di quanto accade. Diversi giornali hanno avviato di recente un proprio sito Internet, dal quale diffondono gli ultimi numeri, compreso quello del giorno, e tutta una serie di servizi e rubriche riguardanti il World Wide Web.

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Origini del giornale

Tra i primi precursori dei giornali si possono considerare i romani Acta diurna (59 a.C.), che venivano affissi nel Foro. Nel Medioevo, questa forma di informazione fu sostituita da cronache e diari compilati a volte per passione, a volte da cronisti di professione per conto di governanti o mercanti. A partire dal Cinquecento si diffusero “gazzette” e “avvisi” scritti a mano, di due o quattro pagine, che riportavano le notizie considerate più importanti, tra cui ovviamente primeggiavano quelle relative a guerre e accordi di pace, trattati commerciali, nascite, matrimoni e decessi di membri delle famiglie più illustri. Questi fogli continuarono a circolare anche nel XVII secolo, con resoconti e notizie su eventi accaduti in altri paesi.

L’invenzione della stampa a caratteri mobili, alla metà del XV secolo, cambiò radicalmente il modo di fare informazione. All’inizio del XVII secolo cominciarono a essere pubblicati i primi giornali stampati, spesso pubblicazioni mensili o settimanali. Erano di piccolo formato e di solito consistevano di un’unica pagina, non avevano titoli in evidenza, non contenevano annunci e nemmeno immagini.

Il primo giornale a stampa, l’“Aviso-Relation oder Zeitung”, apparve nel 1609 ad Augusta. Seguirono la pubblicazione di settimanali a Basilea (nel 1610), Francoforte (1615), Anversa (1616), Londra (1621) e Parigi (1631).

Quanto all’Italia, le prime “gazzette” a stampa furono pubblicate a Venezia (il termine “gazzetta”, che ebbe fortuna in Italia e in tutta Europa come testata di periodici, deriva dal nome di una moneta veneziana che equivaleva al costo del foglio); seguirono Firenze, Roma e Genova.

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Verso il quotidiano moderno

Il primo giornale “quotidiano”, cioè stampato tutti i giorni, fu probabilmente la “Leipziger Zeitung”, pubblicata a Lipsia nel 1660. In Italia, il primato spetta forse alla “Gazzetta di Mantova”, nata nel 1664 (benché nei primi tempi essa non venisse pubblicata tutti i giorni).

Fu però nel Settecento che i quotidiani ebbero diffusione in tutta Europa e negli Stati Uniti. Nel 1702 fu fondato a Londra il primo quotidiano inglese, il “Daily Courant”, e moltissime altre testate nacquero negli anni seguenti; nel 1785 John Walter fondò il “London Daily Universal Register”, che nel 1788 cambiò nome diventando “The Times”. Il primo quotidiano francese fu “le Journal de Paris”, apparso nel 1777, mentre in Germania il primato va all’“Hamburgischer Correspondent” (1774).

Al termine del periodo napoleonico (quando, nonostante la censura, i giornali divennero il canale privilegiato per la diffusione delle informazioni politiche), in Europa le testate si moltiplicarono. Nel 1822 furono fondati in Francia “Le Constitutionnel” e “Le Figaro”, mentre è di dieci anni dopo il settimanale satirico “Charivari”, precursore dell’inglese “Punch” (1841). Anche le principali città tedesche e svizzere ebbero i loro quotidiani.

In Italia, accanto ai periodici della Restaurazione, come la “Biblioteca italiana” (1816) e “Il Conciliatore” (1818), si sviluppò una vivace stampa clandestina che è all’origine di periodici come “Il Risorgimento” (1847) e la “Gazzetta del Popolo” (1848). Fu nella seconda metà del secolo che vennero fondati quotidiani ancor oggi pubblicati, come l’“Osservatore romano” (1851), “La Nazione” (1859), il “Corriere della Sera” (1876), “Il Mattino” (1891), “La Stampa” (1895) e il primo giornale sportivo, “La Gazzetta dello Sport” (1896, che divenne un quotidiano solo a partire dal 1919).

Il primo giornale pubblicato regolarmente nelle colonie inglesi d’America fu il “Boston News-Letter”, fondato nel 1704 da John Campbell. Nel 1723 Benjamin Franklin pubblicò a Philadelphia la “Pennsylvania Gazette” e il “General Magazine”. Il primo quotidiano degli Stati Uniti, il “Pennsylvania Evening Post”, iniziò la pubblicazione giornaliera nel 1783 a Philadelphia. Nel 1833 Benjamin Henry Day pubblicò “The New York Sun”, creando il tipo di stampa popolare che avrebbe dominato il giornalismo statunitense nel resto del secolo. Nel “New York Sun”, Day estendeva il concetto di notizia a comprendere anche i fatti di criminalità e di violenza, e inaugurava sezioni dedicate all’intrattenimento.

Era così nato il quotidiano moderno, indirizzato a un pubblico di massa. “The New York Sun” ebbe un successo immediato, e presto fu seguito da “The New York Herald”, “The New York Tribune” e “The New York Times”. Nel 1848 sei giornali di New York decisero di condividere i costi del telegrafo per ricevere a New York le notizie da Boston e da Washington. Sull’esempio della francese Havas (poi France-Presse), questa organizzazione informale si trasformò nell’Associated Press (AP), la prima agenzia di stampa del paese.

La circolazione dei giornali negli Stati Uniti e in Europa presto salì a decine di migliaia di copie, favorita anche dai progressi tecnologici che rendevano possibile la produzione di carta a buon mercato dalla polpa di legno e lo sviluppo di veloci macchine rotative per la stampa.

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