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Piero della Francesca

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Piero della Francesca: Battesimo di CristoPiero della Francesca: Battesimo di Cristo

Piero della Francesca (Borgo San Sepolcro, Arezzo 1412 ca. - 1492), pittore italiano. Dopo un periodo di formazione artistica a Firenze, Piero lavorò in molte città del Nord e Centro Italia, tra le quali Roma, Urbino, Ferrara, Rimini e Arezzo. Le sue opere giovanili mostrano l'influenza di Masaccio e Domenico Veneziano: al primo è da ricondurre la tendenza a costruire figure solide e ben compiute, mentre al secondo si deve il gusto per i colori delicati e la luce fredda e limpida. Il suo stile più maturo cominciò a manifestarsi con opere come Il battesimo di Cristo (1445 ca., National Gallery, Londra) e il Polittico della Misericordia (commissionato nel 1445, Pinacoteca Comunale, Sansepolcro, Arezzo), nelle quali la figura umana è rappresentata a tutto tondo – un volume entro lo spazio – e i contorni hanno la razionalità e la precisione dei disegni geometrici.

Quasi tutte le opere di Piero sono di argomento religioso: numerose le pale d'altare e gli affreschi lasciati nelle chiese, anche se i nobili e meditati ritratti di Federico da Montefeltro e Battista Sforza (1465, Uffizi, Firenze) sono oggi le sue tavole più famose. L'unico grande ciclo di affreschi che ci è pervenuto integro è quello della Leggenda della vera Croce (1452 ca. - 1465 ca.), commissionato per la chiesa di San Francesco ad Arezzo: figure silenziose e monumentali ritratte entro uno spazio cristallino descrivono una sequenza di scene grandiose, collegate tra loro da rapporti di analogia e contrasto. Così, ad esempio, i nudi statuari nella Morte di Adamo sono contrapposti alle figure vestite sontuosamente dell'Incontro di Salomone con la Regina di Saba, e la luce intensa della Vittoria di Costantino fa da contraltare al buio del Sogno di Costantino (una delle prime scene notturne dell'arte occidentale). Inoltre, ogni affresco è organizzato in due sezioni, un quadrato abbinato a un rettangolo, a creare una marcata scansione ritmica.

La scoperta della natura, fissata in paesaggi luminosi e precisi, consentì a Piero della Francesca di collocare con massimo rilievo la figura dell'uomo entro uno sfondo scenografico. Ma fu soprattutto lo studio della prospettiva che suggerì il giusto raccordo tra rappresentazione umana e paesaggio, imprimendo a tutta l'arte di Piero quella perfezione, quell'equilibrio compositivo e nello stesso tempo quella monumentale spettacolarità che la contraddistinguono (si pensi, ad esempio, alla Flagellazione di Cristo, 1450-1460, Galleria Nazionale, Urbino). Nelle ultime opere il pittore rielaborò in modo personale alcuni tratti stilistici dell'arte fiamminga, conseguendo i risultati più alti nella Madonna di Senigallia (1470 ca., Galleria Nazionale) e nella Sacra Conversazione (1472-1474, Pinacoteca di Brera, Milano).

Uomo di vasta cultura, Piero della Francesca fu autore anche di alcuni importanti trattati di pittura: De perspectiva pingendi, sulla prospettiva, e De quinque corporibus regolaribus, sulla nascosta struttura geometrica del reale.

L'opera di Piero della Francesca fu punto di riferimento per molti artisti del Rinascimento: aspetti diversi della sua arte si ritrovano nel Mantegna, in Giovanni Bellini e negli ultimi lavori di Raffaello.

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