Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Pagina 3 di 8
Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Il Libano è amministrativamente diviso in sei province (mohafazat, sing. mohafazah): Beirut, Bekaa, Libano Nord, Libano Sud, Monte Libano, Nabatiyé. Accanto a Beirut, capitale e principale porto, le città di Tripoli, Tiro e Baálbek sono i maggiori centri commerciali e culturali del paese. Sul sito dell’antica Sidone sorge ora la città portuale di Saida; Tripoli e Saida sono importanti terminali di oleodotti provenienti dal golfo Persico.
Prima della guerra civile (1975-1990) l’economia libanese era assai fiorente, soprattutto grazie a uno sviluppatissimo sistema bancario e alla vivacità del settore commerciale. Beirut era considerata la capitale finanziaria del Medio Oriente. La guerra civile, l’invasione israeliana del 1982 e i persistenti scontri tra fazioni hanno provocato effetti devastanti sull’economia del paese: la distruzione di numerose fabbriche, la stagnazione degli scambi commerciali e un sensibile decremento degli investimenti stranieri e del turismo, l’aumento della disoccupazione e dell’inflazione. Nel 2006 il prodotto interno lordo era di 22.722 milioni di dollari USA, pari a 5.603,10 dollari pro capite.
L’agricoltura occupa solo il 7% della popolazione attiva e il 16,6% del territorio è costituito da arativi. Nella pianura costiera, intensamente coltivata, crescono soprattutto tabacco e frutta (agrumi, banane, vite, fichi e meloni); nella valle della Bekaa, dove i terreni sono parzialmente irrigati, le colture principali sono cereali e ortaggi; nelle zone elevate, dal clima più fresco, sono presenti alberi da frutta (meli, ciliegi, peri, peschi), patate, frumento, orzo, mais, sorgo, avena e ulivi. Il pascolo di caprini, ovini e bovini sui versanti montani ha contribuito all’erosione del terreno e alla distruzione pressoché totale delle foreste. Le attività agricole e pastorali contribuiscono per il 6,7% alla formazione del PIL annuo (2006).
La raffinazione del petrolio, l’unico comparto dell’industria pesante del Libano, è stata gravemente danneggiata durante la guerra civile ed è ora in graduale ripresa. L’industria, che opera attraverso impianti di dimensioni medio-piccole, è attiva soprattutto nei settori tessile (seta, cotone), delle calzature, della carta e dei materiali da costruzione. L’industria estrattiva, per via delle scarsissime risorse minerarie del sottosuolo, è pressoché trascurabile. Sono tuttavia presenti saline e vengono estratti minerali di ferro, carbone, rame e fosfati. Complessivamente il comparto industriale fornisce il 23,7% del PIL annuo, e impiega il 31% della popolazione attiva (2006).
L’unità monetaria è la lira libanese, suddivisa in 100 piastre ed emessa dalla Banca del Libano. Il paese è stato per lungo tempo il centro bancario e finanziario della regione, ruolo venuto meno in seguito alla guerra civile. Il commercio ha sempre avuto un’importanza capitale per l’economia libanese; fino alla metà degli anni Settanta molte aziende straniere, attratte dalla politica di favore nei confronti degli investimenti esteri, possedevano filiali a Beirut e il clima, il paesaggio naturale e i resti di antiche civiltà attraevano numerosi turisti. A causa della guerra civile, tuttavia, il settore ha subito un inesorabile declino: nel 2003 le importazioni ammontavano a 7.167 milioni di dollari, mentre le esportazioni soltanto a 1.524 milioni di dollari. I maggiori partner commerciali del Libano sono le altre nazioni del Medio Oriente, la Francia, la Germania, gli Stati Uniti e l’Italia.
|
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |