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ONU

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Organizzazione delle Nazioni UniteOrganizzazione delle Nazioni Unite
Struttura articolo
8.2

Conferenza dell’ONU su commercio e sviluppo

Da lungo tempo le condizioni di sviluppo dei paesi del Terzo Mondo sono state poste direttamente in relazione al loro ruolo nel commercio internazionale.

In base alle esperienze della Commissione delle NU per l’America latina negli anni Cinquanta, l’Assemblea generale istituì nel 1964 l’UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development, Conferenza delle NU sul commercio e lo sviluppo) allo scopo di migliorare le condizioni di scambio dei paesi in via di sviluppo nel commercio internazionale. La Conferenza tiene sessioni quadriennali, è un organo sussidiario dell’Assemblea generale e vi partecipa ogni stato membro delle NU.

L’UNCTAD ha tentato di rendere stabile il mercato mondiale delle materie prime o non sostituibili, senza riuscire a evitare che il crollo del prezzo di alcuni beni primari danneggiasse fortemente la crescita di molti paesi in via di sviluppo. L’abbassamento delle misure protezioniste contro i prodotti manifatturieri provenienti dal Terzo Mondo, promosso dall’UNCTAD, ha trovato un forum ideale nel GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), istituzionalizzato nel 1995 nella WTO (World Trade Organization); nella WTO vige tuttavia il principio di reciprocità nell’abbassamento delle tariffe commerciali ed esso implica spesso un costante svantaggio per i paesi in via di sviluppo.

Benché i suoi principi di fondo non siano più rifiutati in blocco, l’UNCTAD non è riuscita a garantire un regime di prezzi stabili nei mercati mondiali delle materie prime e anche le dichiarazioni prodotte dall’Assemblea generale nel 1974 sui diritti e doveri economici degli stati sono rimaste senza effetto, oscurate dalle guerre commerciali sempre più aspre che hanno caratterizzato gli ultimi decenni.

8.3

Nuovo ordine economico internazionale

Le risoluzioni sul “Nuovo ordine economico” del 1974 e del 1975 furono precedute dal peggioramento delle condizioni economiche mondiali della fine degli anni Sessanta e dalla forte crescita del prezzo del petrolio nel 1973, a causa della politica dell’OPEC (Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio).

Il “Nuovo ordine economico internazionale” (New International Economic Order, NIEO) prevede un aumento dell’assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo, negoziato nell’ambito l’UNCTAD, maggiore autosufficienza e piena partecipazione di questi al commercio mondiale, al FMI e alla Banca mondiale, protezione delle loro risorse attraverso una regolamentazione delle multinazionali e un riassetto degli scambi mondiali.

Le aspirazioni a un “nuovo ordine economico” da parte del Terzo Mondo paiono oggi frustrate dal fallimento dei negoziati che dal 1980 l’Assemblea generale aveva intrapreso per dare vita a una conferenza globale sul tema.

9

Ruolo internazionale dell’ONU

Il ruolo delle NU, in parte bloccato dalla contrapposizione tra USA e Unione Sovietica, è comunque cambiato con la rapida fine degli imperi coloniali, trasformando le NU in un forum mondiale di dibattito.

Le NU hanno attutito gli attriti fra le superpotenze e hanno favorito il processo di disarmo e di controllo delle armi atomiche e biologiche attraverso l’IAEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica). Gli accordi fondamentali in questo campo, come il trattato sul parziale blocco degli esperimenti nucleari (1963), il trattato di non proliferazione delle armi nucleari (1968), i SALT (Strategic Arms Limitation Talks, Conferenze per la limitazione degli armamenti strategici) del 1972 e del 1979 e lo START (Strategic Arms Reduction Treaty, trattato per la riduzione delle armi strategiche) del 1991 e del 1993 furono però conclusi attraverso negoziati diretti tra le superpotenze (vedi Negoziati per la limitazione degli armamenti strategici).

Nelle NU gli stati di nuova indipendenza hanno trovato spazio per entrare a pieno titolo negli affari internazionali, superando l’isolamento geografico e politico a cui li aveva costretti il regime coloniale; la loro maggioranza schiacciante all’interno dell’Assemblea generale ha portato spesso gli stati industrializzati a lamentarne la parzialità dei lavori.

Le NU hanno dato vita a conferenze mondiali di grande importanza come la Conferenza sull’ambiente umano (1972), la Conferenza sulla popolazione mondiale (1974), la Conferenza mondiale per l’anno della donna (1975), la Conferenza per gli insediamenti umani (1976), la Conferenza sulla desertificazione (1977), l’Assemblea mondiale sull’invecchiamento (1982) e il Forum mondiale per l’infanzia (1990). Nel 1992 più di cento capi di stato si sono radunati a Rio de Janeiro per la Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo (vedi Conferenza di Rio).

Con la fine della rivalità tra USA e Unione Sovietica e la caduta del blocco comunista in Europa orientale tra il 1989 e il 1991, le NU hanno potuto affrontare con più libertà i conflitti e le tensioni internazionali, dal problema del nuovo ruolo mondiale di Germania e Giappone, alle guerre civili in Iugoslavia, in Cecenia, in Kosovo. Dopo quarant’anni di discussioni, nel 1993 si è potuto finalmente istituire la figura dell’Alto commissariato per i diritti umani.

Le NU non costituiscono un governo sovranazionale mondiale, ma uno strumento flessibile di collaborazione e coordinamento tra gli stati membri, la cui efficacia dipende dalla volontà dei governi più che dalla struttura dell’organizzazione stessa.

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