Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Antartide Continente situato quasi per intero a sud della latitudine di 66° 33’, quindi all'interno del Circolo polare antartico. Ha forma massiccia, tondeggiante, e si estende attorno al Polo Sud: il suo contorno è interrotto da un lungo braccio di terra (la penisola antartica) che si allunga verso l'America meridionale ed è compresa tra due grandi insenature, il mare di Ross e il mare di Weddell. Durante l'estate la superficie del continente è di circa 14 milioni di km², mentre durante l'inverno raddoppia a causa della grande quantità di ghiaccio che si forma ai margini. Il vero confine dell'Antartide non è il litorale del continente stesso (che si estende per 17.968 km), ma la cosiddetta “convergenza antartica”, una fascia che corrisponde alle sezioni meridionali dell'oceano Indiano, dell'Atlantico e del Pacifico fra i 48° circa e i 60° di latitudine sud. In questa zona le acque più fredde, che dall'Antartide fluiscono verso nord, si mescolano con quelle più calde dirette a sud. Per questa ragione le acque che circondano il continente antartico talvolta sono considerate un oceano in sé, il cosiddetto oceano Antartico o Meridionale. L'Antartide non ha popolazione nativa: vi risiedono, per periodi limitati, scienziati e tecnici. La prima persona nata in Antartide fu Emilio Palma, figlio del comandante della base argentina Esperanza, il 7 gennaio 1978. In passato sette nazioni (Argentina, Australia, Cile, Francia, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Norvegia) avevano avanzato rivendicazioni territoriali su parti dell'Antartide, ma con il Trattato Antartico del 1959 (che entrò in vigore nel 1961) quelle pretese furono ignorate in favore della cooperazione internazionale per la ricerca scientifica. Lo sviluppo economico di un'area continentale coperta di ghiacci è altamente improbabile. L'utilizzo delle risorse nel continente è possibile, ma certamente non in tempi brevi. Attualmente si sta ipotizzando lo sfruttamento economico della vita marina nelle acque circostanti: essa comprende balene e un minuscolo crostaceo, simile a un gamberetto, chiamato krill.
L'Antartide è coperta per il 95% di ghiacci e contiene circa il 90% dell'acqua dolce del pianeta. A causa dello spesso manto di ghiaccio è il più elevato dei continenti, con un'altitudine media di circa 2.000 m. Il punto più alto è il Vinson (4.897 m) nei monti Ellsworth, una delle catene montuose che orlano la superficie continentale e che solo la copertura glaciale fa sembrare uniforme. Il punto più depresso del continente sembra essere la Fossa subglaciale di Bentley (2.468 m sotto il livello del mare) nell'Antartide occidentale, coperta da uno strato di oltre 3.000 m di ghiaccio e neve. L'Antartide era compresa al centro dell'antica massa continentale di Gondwana. Quando il Gondwana si smembrò, durante il tardo Mesozoico e il primo Cenozoico (poco più di un centinaio di milioni di anni fa), formando i continenti dell'emisfero australe, l'Antartide si spostò dalla zona tropicale per occupare l'attuale posizione (vedi Deriva dei continenti). Il continente comprende due aree geologiche principali. La più estesa, l'Antartide orientale, è situata perlopiù nell'emisfero est. Si tratta probabilmente di un tavolato roccioso di epoca precambriana (dai 570 milioni ai 4 miliardi di anni or sono) coperto da migliaia di metri di ghiaccio. L'Antartide occidentale, situata approssimativamente nell'emisfero ovest, sembra essere un prolungamento delle Ande dell'America meridionale; glaciologi e geologi ipotizzano che essa potrebbe diventare un arcipelago se il manto ghiacciato venisse rimosso. Queste due zone sono separate dai monti Transantartici, una serie di rilievi che si estende attraverso l'intero continente, benché alcune parti siano sepolte sotto la coltre di ghiaccio. Nel cuore di questi rilievi sono stati scoperti molti depositi carboniferi e fossili che rimandano al clima tropicale esistente quando l'Antartide faceva parte del Gondwana. Nell'Antartide orientale il tavolato precambriano geologicamente solido è in genere coperto da depositi sedimentari o eruttivi. La struttura geologica dell'Antartide occidentale è meno conosciuta, ma comprende almeno due vulcani attivi, il più alto dei quali è il monte Erebus (3.794 m). I suoli antartici sono classificati come terreni desertici polari secchi e affiorano in diverse valli libere dai ghiacci e in alcune sezioni della penisola antartica settentrionale.
Il manto di ghiaccio dell'Antartide è in continuo movimento. Grandi fiumi percorrono l'interno del continente formando barriere di ghiaccio. Le valli costiere scaricano parte della massa continentale nel mare. Grandi iceberg si formano quando le estremità dei tavolati di ghiaccio e i ghiacciai si spaccano in frammenti che cadono nel mare. Il ghiaccio si estende anche su vaste aree marine in forma di tavolati o barriere permanenti e galleggianti; la più grande di queste formazioni, il Tavolato di Ross (Ross Ice Shelf), ha una superficie di circa 330.000 km². Grazie alle sue condizioni di isolamento rispetto al resto del mondo, l'Antartide non deve affrontare i problemi di inquinamento comuni agli altri continenti. Per il loro fabbisogno idrico, le stazioni scientifiche possono utilizzare il ghiaccio trasformandolo in acqua con apposite apparecchiature.
L'Antartide è il continente più freddo del pianeta. La temperatura più bassa mai registrata sulla Terra, -89,2 °C, fu rilevata il 21 luglio 1983 nella stazione di Vostok. Sul continente soffiano inoltre venti fortissimi che possono raggiungere una velocità di 320 km orari, creando condizioni di gelo permanente. Si possono distinguere tre regioni climatiche fondamentali. L'interno, caratterizzato da freddo estremo e leggere nevicate; le zone costiere, con temperature più miti e un tasso più elevato di precipitazioni; la penisola antartica, con un clima più caldo e più umido e temperature normalmente superiori a quella di fusione del ghiaccio. L'Antartide può essere classificata come un autentico deserto; all'interno le precipitazioni medie annue sono soltanto di circa 50 mm. Spesso si verificano violente bufere di neve causate dai forti venti. Le precipitazioni sono molto più frequenti lungo la costa, dove raggiungono una media annua di 380 mm. Qui si verificano abbondanti nevicate quando le tempeste cicloniche (vedi Ciclone) sollevano i vapori dai mari circostanti; questi vapori si ghiacciano e scendono in forma di precipitazioni nevose sulle zone costiere. Lungo la penisola antartica, soprattutto all'estremità settentrionale, la pioggia è comune quanto la neve. L'interno dell'Antartide è esposto a luce diurna quasi continua durante l'estate dell'emisfero australe, mentre è immerso nel buio durante l'inverno. Nelle zone costiere più settentrionali, le estati sono caratterizzate da lunghi periodi soleggiati, ma per gran parte dell'anno prevale una luce tenue, crepuscolare.
|
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |