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Cetacei

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Introduzione

Cetacei Ordine di mammiferi marini completamente adattati all’ambiente acquatico e caratterizzati dall’intero svolgimento del ciclo vitale in mare, dalla nascita alla morte. Ne fanno parte balene, delfini e focenidi, suddivisi in circa 80 specie.

In base ai risultati degli studi paleontologici, i cetacei si sarebbero evoluti da un animale terrestre quadrupede, forse un ungulato primitivo. I più antichi fossili di cetacei conosciuti risalgono a 52 milioni di anni fa, sebbene molti scienziati ritengano che l’ordine sia comparso 60 milioni di anni or sono. In Pakistan sono stati recentemente scoperti scheletri fossili di cetacei risalenti all’Eocene, dai quali è stato possibile dedurre che i primi membri di quest’ordine nuotavano grazie a un movimento ondulatorio della colonna vertebrale, in modo simile alle attuali lontre.

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Odontoceti e misticeti

L’ordine si divide nei due sottordini degli odontoceti e dei misticeti. Del primo fanno parte i cetacei carnivori dotati di denti; del secondo le grandi balene che si nutrono filtrando plancton e krill attraverso strutture cornee specializzate dette fanoni. Tutti i delfini e le focene appartengono al sottordine dei cetacei odontoceti. La loro dieta è costituita essenzialmente da pesci e invertebrati come calamari e crostacei. Fa eccezione l’orca, che si nutre anche di uccelli e mammiferi marini. Tra gli odontoceti è compreso anche il capodoglio, uno dei cetacei di taglia maggiore (il maschio arriva a misurare 18,3 m e la femmina 12,2 m), in passato oggetto di caccia spietata.

I misticeti, in genere più grandi degli odontoceti, possiedono un numero di fanoni che può variare da 160 a 360 per lato, pendenti verticalmente dalla mascella e sfrangiati sul margine interno. Per procacciarsi il cibo, le balene nuotano con la bocca aperta incamerando grandi quantità di acqua e di plancton; poi, chiusa la bocca e premuta la lingua contro la superficie posteriore dei fanoni, forzano l’acqua facendola uscire dalla bocca, mentre il plancton resta intrappolato su un intreccio di fanoni sovrapposti. I misticeti tendono a passare l’estate nei mari polari, dove le fioriture di plancton forniscono loro cibo in abbondanza. Dopo mesi di superalimentazione, migrano nelle zone temperate o tropicali, dove spesso passano l’inverno senza nutrirsi.

Il più grande animale mai esistito è probabilmente un cetaceo misticeta, la balenottera azzurra, che arriva a misurare anche 30 metri di lunghezza e a pesare 150 tonnellate.

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Caratteristiche

Nel corso dell’evoluzione il corpo dei cetacei si è andato notevolmente affusolando, dando luogo ad animali dall’aspetto decisamente pisciforme. Gli arti anteriori, le cui ossa ricordano ancora arti e dita articolate, si sono modificati in pinne, mentre gli arti posteriori sono regrediti completamente; ne rimane soltanto una traccia vestigiale nello scheletro, un residuo del cingolo pelvico. La grande coda orizzontale, che fornisce la principale spinta propulsiva nel nuoto, non ha alcuna connessione anatomica con gli arti posteriori ormai perduti, e rappresenta uno sviluppo evolutivo separato e distinto. Essa non contiene ossa e deve la sua forma, solida ma flessibile, al tessuto fibroso ed elastico di cui è costituita. Il corpo dei cetacei è rivestito da uno spesso strato di grasso, che aiuta l’animale a galleggiare e a conservare il calore corporeo, rappresentando, al tempo stesso, una fonte di energia.

La cute dei cetacei è priva di ghiandole sudoripare, di ghiandole sebacee e di peli, e al tatto ha una consistenza molto simile a una superficie di gomma umida. La mancanza dei peli nei cetacei, come pure dei padiglioni auricolari, va interpretata come un adattamento all’ambiente acquatico messo in atto da questi animali nel corso dell’evoluzione per rendere la forma del corpo più idrodinamica.

I cetacei sono dotati di polmoni come tutti gli altri mammiferi e respirano aria attraverso una o due narici poste sulla sommità del capo. Contrariamente a quello che comunemente si pensa, non emettono un getto d’acqua quando respirano; il tipico spruzzo delle balene è costituito semplicemente dal vapore acqueo contenuto nei polmoni che, al contatto con l’aria, condensa.

Un certo numero di adattamenti fisiologici consente ai cetacei di tuffarsi in profondità. In primo luogo, possiedono un volume di sangue superiore a quello di mammiferi terrestri di pari taglia e peso, e hanno una capacità molto superiore di immagazzinare ossigeno nel sangue e nel tessuto muscolare. In secondo luogo, l’efficienza della respirazione è maggiore: nei cetacei ogni atto respiratorio rimuove l’80-90% dell’aria contenuta nei polmoni, rispetto al 10-20% della maggior parte dei mammiferi terrestri. In terzo luogo, i cetacei tollerano meglio l’anidride carbonica prodotta dal metabolismo, che negli altri mammiferi, accumulandosi nei tessuti, innesca il riflesso involontario del respiro. I misticeti possono trattenere il respiro fino a 50 minuti quando nuotano in profondità e i capodogli fino a 75 minuti; quando cacciano il calamaro gigante (loro preda principale) i capodogli si spingono normalmente a profondità di 460 m. Infine, durante l’immersione in profondità i cetacei sono in grado di limitare l’irrorazione sanguigna degli organi, in modo che il cuore e il cervello non risentano della carenza di ossigeno.

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Riproduzione e ciclo vitale

Nei cetacei la riproduzione avviene essenzialmente come negli altri mammiferi. Gli individui sessualmente maturi vanno incontro a un periodo di corteggiamento al quale segue l’accoppiamento. Non è ancora chiaro se dopo l’accoppiamento le coppie restino unite. La gestazione dura, a seconda della specie, dai 9 ai 16 mesi, al termine dei quali di solito viene partorito sott’acqua un solo piccolo ben sviluppato. Se è sano, il piccolo cetaceo è in grado di nuotare fin dalla nascita e di salire in superficie per il suo primo respiro senza essere aiutato. Subito dopo, esso comincia a succhiare da uno dei due capezzoli, protetti all’interno di fessure situate ai lati dell’apertura genitale materna.

Il latte dei cetacei è molto ricco e i piccoli crescono rapidamente. Ad esempio, il piccolo della balenottera azzurra, che alla nascita è lungo 7 m e pesa 1,8 tonnellate, raddoppia il suo peso nel corso della prima settimana di vita; a sette mesi è lungo 17 m e pesa 22 tonnellate. Probabilmente i giovani cetacei vengono svezzati a un’età compresa fra gli otto mesi e i due anni; per molte specie, tuttavia, non è noto a che età i piccoli lascino la madre. In alcune specie, come nell’orca, sembra che i giovani restino permanentemente nel gruppo familiare, che di solito comprende dai 5 ai 12 animali.

Un cetaceo raggiunge la maturità sessuale a un’età compresa fra i 6 e i 13 anni. La durata della vita è variabile: i piccoli odontoceti, come il beluga, vivono circa 30 anni; gli odontoceti più grandi, come il capodoglio, arrivano a 70 anni e i misticeti vivono probabilmente fino a 80 anni. Come accade per qualunque animale, tuttavia, le malattie, le ferite e la predazione da parte di orche, squali (vedi Squaliformi) ed esseri umani riducono notevolmente la vita media dei cetacei.

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