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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Le foreste coprono il 38,3% (2005) della superficie totale del territorio, ma ogni anno va perduto l’1,43% (1990–2005) della copertura boschiva. La deforestazione è favorita da politiche governative che promuovono l’abbattimento degli alberi e l’insediamento della popolazione in zone disabitate o scarsamente abitate. Il terreno boscoso andato perduto era costituito perlopiù da foresta originaria, con alta concentrazione di specie endemiche. La deforestazione contribuisce anche all’erosione del suolo e alla desertificazione. In contrasto con il primato negativo in materia di deforestazione, l’Ecuador ha una percentuale di territorio protetto molto alta. Parchi e riserve naturali costituiscono il 53,6% (2007) del territorio del paese, contro il 13,3% del Perù, l’31,7% della Colombia e il 18,5% del Brasile. Tra i parchi nazionali uno dei più suggestivi è quello che comprende il vulcano Cotopaxi. L’Ecuador possiede cinque World Heritage Sites, tra cui le isole Galápagos e il Parco nazionale del vulcano Sangay. Il governo ha aderito al Trattato Antartico, ai Trattati sul legname tropicale del 1983 e del 1994 e ad accordi internazionali riguardanti l’ambiente in materia di biodiversità, cambiamenti climatici, desertificazione, specie in via d’estinzione, abolizione dei test nucleari, smaltimento dei rifiuti nocivi, protezione dell’ozonosfera, salvaguardia delle zone umide, eliminazione degli scarichi in mare e caccia alle balene.
La popolazione del paese, stanziata per il 63% in aree urbane, ammonta a 13.927.650 abitanti (2008) con una densità media di 50 unità per km². Circa il 50% degli ecuadoriani è costituito da indios quechua e il 40% da meticci, discendenti dalle antiche unioni tra le popolazioni locali (vedi Indiani d’America) e gli europei; si registrano inoltre minoranze di neri e mulatti, di europei (soprattutto di origine spagnola), nonché di qualche gruppo tribale stanziato nella regione dell’Oriente.
A causa della varietà etnica, il paese presenta forti differenze culturali tra gli abitanti della costa (perlopiù meticci), gli indios della Sierra e le tribù indigene, residenti nell’Oriente, assai simili nei costumi agli indios amazzonici. Per quanto la lingua ufficiale sia lo spagnolo, è tuttora assai diffuso, soprattutto nel settore andino, il quechua, l’antico idioma degli inca. La religione predominante è il cattolicesimo, praticato da circa il 90% della popolazione; sono altresì presenti esigue minoranze di protestanti e, nella regione orientale, persistono i culti tribali.
Già dal 1944 il paese si batte per sconfiggere l’analfabetismo, sforzo che ha condotto a un tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta del 93,1% (2005). Per quanto la scuola sia gratuita e obbligatoria per tutti i bambini tra i 6 e i 14 anni, in molte zone rurali la carenza di strutture rende tuttavia assai difficile l’accesso all’istruzione. Oltre alle università di Cuenca e di Guayaquil, i principali atenei sono l’Università centrale (1769) e l’Università cattolica pontificia (1946), entrambe con sede a Quito, dove si trova anche la Biblioteca nazionale che, con oltre 70.000 volumi, è una delle più antiche del paese. Sempre nella capitale vi sono i principali musei d’arte e archeologici, ricchi di reperti di grande interesse storico (vedi Arte precolombiana).
L’Ecuador è amministrativamente suddiviso in ventidue province, a loro volta ripartite in cantoni e comuni urbani rurali. Quito, situata nelle Ande settentrionali, è la capitale; tuttavia la città più popolata è Guayaquil, un importante centro commerciale dove ha sede il porto principale del paese. Altre città di rilievo sono Cuenca e Machala.
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