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Risultati di Windows Live® Search Alessandro I Romanov (San Pietroburgo 1777 - Taganrog 1825), zar di Russia (1801-1825), figlio di Paolo I. Salì al trono alla morte del padre, e il sospetto che egli stesso avesse partecipato al suo assassinio non fu mai del tutto fugato. La sua politica fu comunque radicalmente diversa da quella dello zar Paolo, e improntata a un maggior liberalismo. Abolì la tortura e, nel 1802, riformò in modo razionale l'amministrazione statale con la creazione di otto ministeri; migliorò le condizioni dei servi della gleba e promosse l'istruzione, raddoppiando il numero delle università russe con la fondazione di quelle di San Pietroburgo, Harkiv e Kazan. Nel 1801 firmò la pace con l'Inghilterra e strinse una breve alleanza con la Prussia (terza coalizione) contro Napoleone (vedi Guerre napoleoniche). Tuttavia nel 1807, dopo le battaglie di Austerlitz e di Friedland, Alessandro dovette accettare il trattato di Tilsit e stipulò un'alleanza con la Francia, che però ruppe nel 1812. Lo stesso anno Napoleone invase la Russia ma, giunto a Mosca, fu costretto a una disastrosa ritirata. In seguito, Alessandro svolse un ruolo di primo piano all'interno della coalizione europea che portò alla caduta di Napoleone, e al congresso di Vienna venne salutato come il liberatore dell'Europa. Nel 1815 costituì con l'Austria e la Prussia la Santa Alleanza, il cui scopo originario era la realizzazione degli ideali di carità e giustizia cristiana all'interno degli Imperi Centrali. Negli ultimi anni di vita e di regno, la politica di Alessandro subì una svolta in senso reazionario e lo zar si trasformò in un monarca dispotico. Gli succedette il fratello Nicola I.
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