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Seta

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Baco da setaBaco da seta
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1

Introduzione

Seta Fibra tessile di origine animale, secreta dal baco da seta per realizzare il bozzolo in cui trascorrere lo stadio larvale di pupa, e utilizzata per la produzione di filati e tessuti pregiati.

La sostanza di cui è costituita la seta viene secreta allo stato fluido da apposite ghiandole del baco ed emessa attraverso piccoli orifizi detti filiere; a contatto con l’aria si rapprende e assume la consistenza di un filo sottile e resistente, chiamato bava. Sebbene siano molti gli insetti che producono bozzoli, solo il filato della larva di Bombyx mori e di poche altre specie affini, che si nutrono delle foglie del gelso, viene utilizzato dall’industria della seta.

Oltre alla seta vera e propria, che è prodotta unicamente dal baco da seta, esistono altre sete naturali che si ottengono da altri insetti non allevati. La seta di tussah, ad esempio, è prodotta da una specie che si nutre di foglie di quercia, mentre douppioni è una seta filata da due bachi che tessono un bozzolo comune, producendo così un filato doppio. Tipi speciali di tessuti, come lo shantung o altre qualità irregolari, sono prodotti con questi tipi di seta. Il filo prodotto da alcuni insetti e dai ragni viene impiegato, inoltre, per diverse produzioni industriali, in particolare per realizzare il reticolo di telescopi e di altri strumenti ottici.

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Cenni storici

La seta è una delle fibre tessili più antiche: nata in Cina, pare venisse utilizzata già nel XXVII secolo a.C. Per circa trenta secoli, la raccolta e la tessitura di questa fibra naturale si svolsero in base a una pratica segreta, nota solo ai cinesi. La tradizione vuole che sia stata Hsi-ling-shi, moglie quattordicenne dell’imperatore Huang-Ti, a scoprire le qualità del bozzolo e a inventare il primo strumento per la filatura della seta. La Cina riuscì a mantenere segreta l’invenzione fino al 300 d.C., quando fu scoperta dai giapponesi e, poco più tardi, dagli indiani.

I cinesi avevano comunque stabilito un commercio molto redditizio con l’Occidente. È noto che presso la corte nell’antica Persia si facesse uso di seta cinese, disfatta e nuovamente tessuta secondo i tipici disegni persiani. Si narra che quando Dario III si arrese ad Alessandro Magno, era vestito con abiti di seta talmente splendidi da indurre il vincitore a richiedere come bottino di guerra tonnellate di preziosissima seta. Le carovane portavano la seta a dorso di cammello dal cuore dell’Asia fino a Damasco, in Siria, il punto d’incontro commerciale fra Oriente e Occidente.

La seta divenne un genere di lusso, e fu molto apprezzata anche in Grecia e poi a Roma. Giulio Cesare pretese per decreto che la seta fosse destinata esclusivamente al suo uso personale e alle toghe dei suoi ufficiali; ma, nonostante l’ordine perentorio, l’uso di questa fibra pregiata si diffuse ampiamente tra i ceti abbienti.

Fino al 550 d.C. tutti i tessuti di seta provenivano dall’Asia. Si tramanda che, attorno a quell’epoca, l’imperatore romano Giustiniano abbia inviato in Cina due monaci, i quali, a rischio della vita, rubarono semi di gelso e uova di bachi da seta e li portarono segretamente a Bisanzio, mettendo così fine al monopolio cinese e persiano. Con l’espansione del mondo islamico, il baco da seta arrivò in Sicilia e in Spagna. Nel XII e XIII secolo l’Italia diventò il maggior centro di produzione serica dell’Occidente, conservando la supremazia fino al XVII secolo, quando nacquero importanti laboratori tessili nell’area intorno a Lione, che fecero della Francia un’importante concorrente dell’Italia nell’industria della seta.

3

Sericoltura

La sericoltura, o allevamento del baco da seta, inizia con l’incubazione delle minuscole uova del baco, da cui, alla schiusa, fuoriescono i bruchi. Questi vengono sistemati al di sotto di uno strato di garza, e per sei settimane ininterrottamente nutriti di foglie di gelso finemente tritate. Alla fine di questo periodo sono pronti a filare il bozzolo. Nei ricoveri dove vengono allevati, vengono sistemati rami di alberi o cespugli, sui quali i bruchi si arrampicano per andare a imbozzolarsi; nell’arco di circa 70 ore, il baco fila il bozzolo completo. La quantità di seta ricavabile da ogni bozzolo è scarsa: per produrre 1 kg di seta cruda occorrono circa 5500 bachi da seta.

3.1

Manifattura

Una volta raccolto il bozzolo, il primo passo nella manifattura della seta consiste nell’uccidere l’insetto che sta al suo interno. A questo scopo i bozzoli vengono bolliti o sottoposti ad alte temperature all’interno di appositi forni (“stufatura”). Quindi, la fibra di seta viene estratta mediante un delicato processo di “trattura”, in cui il bozzolo viene scaldato in acqua bollente per eliminare lo strato gommoso che lo ricopre; a questo punto il filo di 4-8 bozzoli viene unito e avvolto su un aspo, un perno dal quale si dipartono supporti disposti a raggiera. Il filato che si ricava in questo modo è detto “seta cruda” e normalmente consiste di 48 singole fibre seriche. Il filo è continuo e, a differenza di altre fibre tessili naturali come il cotone e la lana, è composto da fibre lunghissime. I bozzoli danneggiati dei pochi bruchi che non vengono uccisi ma usati a fini riproduttivi, i filamenti irregolari più esterni, che vengono rimossi tramite spazzolatura prima della filatura e, infine, la parte interna del bozzolo, che resta dopo la filatura della seta cruda, sono utilizzati per ottenere filati di seta di qualità inferiore.

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