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Struttura articolo
Introduzione; L’analogia nel diritto; L’analogia in filosofia; L’analogia in letteratura; L’analogia in teologia; L’analogia in biologia
Gli studiosi di teologia affermano che dalla conoscenza del creato è ricavabile una conoscenza parziale della natura divina in virtù dell’uso analogico del linguaggio. Dalla conoscenza della bontà umana essi concludono che la bontà è anche un predicato di Dio; tuttavia, quando si dice che tanto Dio quanto gli uomini sono buoni, il termine “bontà” non viene usato univocamente, non ha, cioè, esattamente lo stesso significato; del resto, non è vero neppure che si applichi equivocamente il termine “buono” quando lo si riferisce a Dio e agli uomini, ovvero non si usa il termine in due sensi totalmente diversi. Perciò, si dice che il termine viene usato in modo analogico; sebbene la creatura non sia esattamente come il creatore, per certi versi la creatura è come il creatore (ovvero analoga al creatore). Così, attribuire la bontà a Dio sulla base della comprensione di ciò che significa attribuire la bontà agli esseri umani conduce alla conoscenza, per quanto parziale, della natura di Dio.
Per un’esposizione del concetto di analogia nell’ambito delle scienze biologiche, vedi Adattamento.
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