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Riti funebri Cerimonie, riti, usanze e credenze relative al defunto e alla sua sepoltura, che variano da una cultura all'altra, a seconda delle differenti concezioni religiose circa la vita, la morte e la speranza della rinascita. I riti e i costumi funebri svolgono anche importanti funzioni psicologiche e sociologiche nei confronti dei viventi: influenzano infatti la rete di relazioni sociali attorno ai familiari del defunto.
Ogni tipo di civiltà ha lasciato tracce e testimonianze relative a usanze e rituali funerari. Le più antica forma conosciuta di sepoltura risale al periodo dell'Homo sapiens; durante alcuni scavi archeologici sono stati rinvenuti corpi tinti di ocra inumati in posizione fetale. Alcuni popoli primitivi usavano legare i piedi del defunto, perché temevano che il suo fantasma potesse vagare senza meta. Sin dai tempi più antichi i rituali di pulizia e cura delle salme (come l'uso di indumenti particolari, ornamenti preziosi, oggetti religiosi e amuleti) furono molto comuni. Gli antropologi ritengono che i diversi metodi utilizzati per seppellire i defunti siano dovuti, oltre che alle credenze religiose, anche ad altri fattori, quali ad esempio il livello culturale delle civiltà e le condizioni climatiche. Il rituale funebre più complesso è quello dell'imbalsamazione praticata dagli antichi egizi. Ritenendo necessario preservare intatto il corpo del defunto per consentire alla sua anima il passaggio a una nuova vita, gli egiziani avevano perfezionato la tecnica della mummificazione, che impediva il processo di putrefazione. Il rito funebre più diffuso nelle società occidentali è la sepoltura, cerimoniale antichissimo che probabilmente celebrava in origine un ritorno simbolico alla 'madre Terra' (vedi Gea), una delle divinità più grandi e potenti dei popoli mediterranei. Un'usanza funebre molto diffusa in India è la cremazione, che viene praticata con l'intenzione di liberare l'anima dal corpo. In Thailandia sono oggetto di adorazione anche le ceneri del sovrano cremato; ciò suggerisce, tra l'altro, una certa analogia con il culto delle reliquie dei santi nella religione cattolica. Il rito dell'esposizione, invece, è praticato tanto in regioni il cui clima caldo e privo di umidità permette al corpo di disseccarsi, quanto nelle zone artiche, dove è impossibile scavare il suolo gelato. Vi sono poi altre forme rituali, meno comuni, che prevedono l'abbandono della salma direttamente in mare oppure su una piccola imbarcazione destinata a compiere un ideale viaggio verso il mondo dei morti. Il cannibalismo, infine, viene interpretato dagli antropologi come un atto cerimoniale che assicura la comunione del defunto con la propria tribù.
L'antropologia contemporanea considera i riti funebri come un'espressione simbolica, più o meno elaborata, dei valori prevalenti in una determinata società. La maggior parte degli eventi che accadono in una cerimonia funebre, infatti, non sono tanto dettati dalla volontà del defunto o dei suoi familiari, ma rispondono a delle convenzioni sociali. Perfino le emozioni espresse durante il rituale sarebbero, almeno in parte, determinate dalla tradizione. Un interessante esempio del ruolo sociale delle emozioni è costituito dai casi in cui, nel Meridione d'Italia, vengono assunte persone estranee (alla famiglia) con il compito di piangere e affliggersi durante le esequie o la veglia funebre. Occorre notare inoltre che esistono aspettative sociali ben precise sui tempi e sui luoghi nei quali i parenti devono esprimere le proprie emozioni, in conformità alle norme della tradizione. Il rito che accompagna la morte è considerato dagli antropologi un rito di passaggio. Il significato simbolico del rito è di particolare evidenza nei funerali dei capi. Infatti, soprattutto nei casi in cui una nazione o una tribù è in qualche modo 'personificata' da un capo, i funerali si trasformano in uno psicodramma collettivo, in cui l'intera collettività entra in gioco. Nelle società occidentali contemporanee, soprattutto nei grandi centri urbani, il rituale funebre si è considerevolmente semplificato, ma anche standardizzato e impoverito, perdendo i significati che aveva rivestito in passato. Ciò è dovuto anche al fatto che una gran parte dei decessi avviene negli ospedali, la cui organizzazione si fa carico di provvedere a tutto quanto occorre per una efficiente e veloce cerimonia funebre, fatta anche per evitare ai parenti di mostrare in pubblico il loro dolore.
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