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Introduzione; La guerra della prima coalizione; La guerra della seconda coalizione; La guerra della terza coalizione; La Confederazione del Reno; La guerra della quarta coalizione; La guerra peninsulare; La guerra della quinta coalizione; La guerra della sesta coalizione e la sconfitta di Napoleone; La sesta coalizione; La guerra della settima coalizione
Guerre napoleoniche Conflitti che opposero la Francia a varie coalizioni di stati europei tra il 1796 e il 1815, nel periodo che vide l’ascesa al potere, il dominio e la caduta di Napoleone Bonaparte. All’inizio si configurarono come il proseguimento delle campagne militari della Rivoluzione francese, a partire dalla dichiarazione di guerra all’Austria (aprile 1792) provocata dall’alleanza tra gli Asburgo e altre monarchie europee per rovesciare il governo rivoluzionario e ristabilire i Borbone sul trono di Francia.
Il conflitto (1792-1797) oppose la Francia ad Austria, Prussia, Gran Bretagna, Spagna, Regno di Sardegna, Stato Pontificio e Olanda. Nel 1795 l’esercito francese occupò il Belgio, l’Olanda (trasformata nello stesso anno nella Repubblica Batava) e la Renania. Nel 1796 il Direttorio affidò a Napoleone il comando dell’esercito contro l’Austria sul fronte, considerato secondario, dell’Italia settentrionale. In meno di un anno la campagna d’Italia si risolse per il generale in uno straordinario successo personale: con la firma del trattato di Campoformio (17 ottobre 1797) la Francia otteneva i Paesi Bassi e i territori alla sinistra del Reno; nell’Italia settentrionale venivano costituite la Repubblica Cisalpina e quella Ligure. La Francia aveva così notevolmente ampliato i propri confini e si era circondata di una serie di repubbliche satelliti, quali appunto la Repubblica Batava, quella Cisalpina, e quella Ligure, alle quali si aggiunse la Repubblica Romana. La millenaria Repubblica di Venezia veniva invece annessa all’Austria, sino al confine dell’Adige, cessando di esistere come stato indipendente. Nel 1798 il Direttorio affidò a Napoleone il compito di conquistare l’Egitto, con l’obiettivo di stabilire un avamposto per contrastare il predominio commerciale britannico in Oriente. L’invasione francese si rivelò un fallimento: Napoleone, vittorioso sulla terraferma, fu sconfitto in mare dall’ammiraglio inglese Horatio Nelson nella battaglia di Abukir. Rimasto isolato in terra nordafricana, Napoleone dispose le sue forze per un’azione puramente difensiva, quindi rientrò in patria.
Il 24 dicembre 1798 si costituì la seconda coalizione, formata da Russia, Gran Bretagna, Austria, Regno di Napoli (che cadde in mano francese e venne costituito come Repubblica Partenopea), Portogallo e impero ottomano. Teatro delle operazioni militari furono le regioni dell’Italia settentrionale e la Svizzera. Austriaci e russi, sotto il comando del generale Aleksandr Suvorov, sconfissero i francesi a Magnano il 5 aprile 1799, a Cassano d’Adda il 27 aprile, sul Trebbia il 17-19 giugno, a Novi Ligure il 15 agosto, e presero Milano e Torino, ponendo fine alla Repubblica Cisalpina e alle precedenti conquiste francesi in Italia. In Svizzera invece, dopo una prima sconfitta contro gli austriaci a Zurigo, le truppe del generale André Masséna ebbero la meglio su quelle russe, presto ridotte allo stremo dalle durissime condizioni ambientali e costrette a ritirarsi dalla coalizione. Instaurato il Consolato al posto del Direttorio con il colpo di stato del 18 brumaio (9-10 novembre 1799) e assunto il titolo di primo console, Napoleone di fronte al rifiuto opposto dalla coalizione nemica alla sua proposta di pace attaccò gli austriaci, sconfiggendoli il 14 giugno 1800 nella battaglia di Marengo; nel frattempo, il generale Jean-Victor Moreau attraversava il Reno e, conquistata Monaco, batteva a sua volta le truppe asburgiche a Hohenlinden, in Baviera, proseguendo poi verso Linz, in territorio austriaco. A quel punto l’Austria e i suoi alleati tedeschi capitolarono, firmando il 9 febbraio 1801 la pace di Lunéville, che di fatto confermava le condizioni poste nel trattato di Campoformio: alla Francia furono assegnati il Belgio, la riva sinistra del Reno, il Piemonte e la Liguria; la Repubblica Cisalpina veniva restaurata e ampliata con i Ducati di Modena e Parma; il Granducato di Toscana veniva proclamato Regno d’Etruria, retto dai Borbone di Parma. La Gran Bretagna continuò da sola la lotta contro i francesi fino al 25 marzo 1802, quando la firma della pace di Amiens pose termine alla guerra della seconda coalizione. Già nel 1803, tuttavia, il rifiuto inglese di restituire ai cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme l’isola di Malta, occupata durante la spedizione napoleonica in Egitto, fornì l’occasione per riaprire le ostilità tra Parigi e Londra; un primo effetto immediato fu l’abbandono da parte di Napoleone del progetto di espansione coloniale in Nord America, con la decisione di vendere la Louisiana, ceduta dalla Spagna alla Francia nel 1801, agli Stati Uniti (vedi Acquisto della Louisiana). Nel frattempo Napoleone, che aveva già ottenuto il consolato a vita (1802), si autoproclamò imperatore di Francia (1804) e re d’Italia (1805).
Per volontà britannica si costituì la terza coalizione, formata, oltre che dalla Gran Bretagna, da Austria, Russia, Svezia e Regno di Napoli. La Spagna si alleò invece con la Francia. La flotta inglese, guidata da Horatio Nelson, distrusse la flotta franco-spagnola nella battaglia di Trafalgar (21 ottobre 1805), ma Napoleone, già vittorioso sugli austriaci a Ulma (15-20 ottobre), proseguì lungo il Danubio costringendo l’imperatore Francesco II ad abbandonare Vienna. Le forze russe al comando del generale Michail Kutuzov e dello zar Alessandro I mossero allora in soccorso dell’alleato Francesco II: i collegamenti fallirono e l’esercito austro-russo andò incontro alla disfatta nella battaglia di Austerlitz (o “dei tre imperatori”: 2 dicembre 1805). L’Austria, costretta di nuovo alla resa, firmò la pace di Presburgo (26 dicembre 1805), con cui cedeva a Napoleone il Veneto, l’Istria e la Dalmazia, annessi al Regno d’Italia – proclamato il 18 marzo 1805 – e riconosceva i mutamenti avvenuti in Italia dopo la pace di Lunéville; l’Austria inoltre perdeva altri territori a favore della Baviera e del Württemberg, alleati di Napoleone.
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