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Cagliari Città e porto della Sardegna, capoluogo di provincia e della regione; è situata al centro dell’omonimo golfo, tra stagni costieri e saline, al margine meridionale della pianura del Campidano. L’economia locale si basa sull’attività del porto, che è il più importante dell'isola, e su varie attività industriali (stabilimenti alimentari, chimici, petrolchimici, tessili). La provincia, che comprende 71 comuni, è ricca di miniere (nei territori del Sulcis e dell’Iglesiente) da cui si estraggono combustibili fossili, piombo e zinco. Voci importanti dell’economia locale sono lo sfruttamento delle numerose saline nella zona costiera e le attività legate al turismo e alla pesca.
La città conserva importanti resti del periodo cartaginese (necropoli punica di Tuvixeddu) e di quello romano, con l’anfiteatro del II secolo d.C., scavato nella roccia, e la cosiddetta villa di Tigellio. Nel quartiere detto Castello, sul rilievo roccioso fortificato, sorgono numerosi monumenti di epoche successive, tra cui la Cattedrale romanica (secolo XIII, rimaneggiata nel Seicento) e la chiesa della Purissima, gotico-aragonese, del 1554. Interessante anche la Cittadella dei Musei, che include il Museo archeologico (con preziosi reperti provenienti da tutta l’isola, dall’epoca neolitica all’Alto Medioevo) e la Pinacoteca nazionale. La città bassa, ai piedi del quartiere Castello, con i quartieri Marina (verso il porto), Stampace e Villanova, conserva fra l’altro le chiese di San Saturno (secoli VI-XII), di San Michele, in tipico stile barocco spagnolo (secolo XVII) e di Sant’Anna, di tarde forme barocche piemontesi (1785-1814). Al piano regolatore 'piemontese' del 1858 si devono le grandi arterie del quartiere Marina (centro commerciale cittadino).
Fondata probabilmente dai cartaginesi su un precedente emporio fenicio, divenne città romana nel 238 a.C. e municipio nell’età imperiale. Sede vescovile dal IV secolo, fu un importante centro di cultura ecclesiastica. La città fu occupata dai vandali nel 455 e conquistata dai bizantini nel 533. Ridotta successivamente in rovina dai saraceni, risorse sotto i pisani che, a partire dal XII secolo, vi costruirono notevoli fortificazioni (imponenti le torri trecentesche dell’Elefante e di San Pancrazio) e la governarono fino al 1326. La città cadde allora sotto il dominio degli aragonesi e successivamente degli spagnoli, che influirono notevolmente sulla sua fisionomia. Nel 1720 passò ai Savoia, seguendo da allora le sorti politiche del regno sabaudo e poi dell’Italia unita. Abitanti (cagliaritani): 164.249 (2001).
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