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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
L’amministrazione locale della Liberia, che nel 1999 è stata riformata con la suddivisione del paese in quindici contee, è stata pesantemente compromessa dallo scoppio della guerra civile. La città principale e il porto più importante è la capitale, Monrovia; altri centri di rilievo sono Buchanan, che prima della guerra civile era punto di arrivo della ferrovia che dai giacimenti dei monti Nimba trasportava i minerali ferrosi sulla costa, Harper, Harbel e Greenville.
La Liberia ha perseguito una politica di incoraggiamento verso gli investimenti stranieri per incrementare lo sfruttamento delle ricche risorse naturali di cui dispone, in particolare il caucciù, i minerali di ferro e il legname. Fino a metà degli anni Ottanta l’estesa piantagione di caucciù di Harbel, di proprietà della compagnia statunitense Firestone, costituiva la seconda fonte occupazionale del paese, preceduta solo dal pubblico impiego. Malgrado il governo avesse avviato un programma di formazione professionale al fine di incrementare la specializzazione della forza lavoro, la cattiva amministrazione, un mercato internazionale poco favorevole e il crescente debito pubblico condussero il paese alla crisi economica ancor prima dell’inizio della guerra civile. Dal 1990 l’economia ha subito un sensibile decremento e con difficoltà si riesce oggi a mantenere una produzione di sussistenza. Nel 2006 il prodotto interno lordo (PIL) fu di 631.000.000 $ USA, pari a 176,30 dollari pro capite, tra i più bassi al mondo.
Il settore primario occupa il 72% (1990) della popolazione attiva. Per tradizione i principali raccolti destinati al fabbisogno alimentare sono il riso e la manioca, ma si coltivano anche frutta, ortaggi, batata, arachidi, soia, agrumi e canna da zucchero. Le principali colture da esportazione sono il caffè e il cacao. In passato la principale risorsa, su cui era stata inizialmente impostata la moderna economia liberiana, era il caucciù; pur rimanendo assai importante (il paese è tra i primi produttori africani), la sua rilevanza nell’esportazione è oggi drasticamente calata. Altre risorse forestali sono la fibra e le noci di palma, dalle quali si estrae l’olio. La pesca d’altura – soprattutto sogliole, aragoste, gamberetti e granchi – era in espansione prima della guerra civile.
Il minerale di ferro, la principale risorsa mineraria, divenne di fondamentale importanza all’inizio degli anni Sessanta, quando l’industria estrattiva soppiantò quella del caucciù come settore trainante del paese. Tra le altre risorse si annoverano diamanti, magnetite, oro, ematite e bauxite. Per quanto riguarda il settore manifatturiero, vengono prodotti modesti quantitativi di generi alimentari, materiali da costruzione e beni di consumo; il comparto industriale occupa il 6% (1990) della popolazione attiva.
Prima della guerra i principali prodotti esportati erano minerali di ferro, caucciù, legname, diamanti, caffè, cacao e palma oleifera; si importavano invece combustibili, macchinari, metalli, generi alimentari e tessili. Nel 2000 il valore totale delle merci esportate fu di 470 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per 500 milioni di $ USA. I principali partner commerciali sono gli Stati Uniti, la Germania, l’Italia, la Francia, il Giappone, la Spagna e i Paesi Bassi. L’unità monetaria è il dollaro liberiano. Con l’inizio della guerra civile sono cominciate a circolare banconote differenti nel territorio governativo e in quello occupato dai ribelli. La Banca Nazionale della Liberia è la banca centrale.
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