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Sunniti La maggioranza dei seguaci dell’Islam (circa l’83%, pari a 680 milioni di persone), caratterizzati da una tradizione rituale e dottrinale che si distingue da quella degli sciiti. Il nome deriva dal concetto di sunna, la tradizione più antica di norme etiche, stabilite sulla base dei detti e degli atti di Maometto noti come hadith e considerati, insieme col Corano, le fonti principali del diritto islamico.
Nel III secolo dell’Islam (il IX secolo d.C.) le raccolte scritte di hadith erano ormai così numerose che si ritenne necessario procedere a una valutazione della loro autenticità, attribuendo valore normativo soltanto a quelle che potevano essere fatte risalire ai discepoli del profeta. Furono accettate come autentiche 14 collezioni di hadith, che costituiscono testi canonici ai quali i sunniti attribuiscono un valore analogo a quello del Corano. Vengono consultati assieme al libro sacro per definire qualsiasi questione dottrinale e giuridica e sono considerati, in quanto testimonianza delle parole del profeta, come parte integrante della rivelazione divina da lui ricevuta.
La riforma dottrinale non riuscì a eliminare le divergenze dei giuristi su alcune questioni di dettaglio, e ciò condusse, pur nell’accettazione comune dei principi generali, alla formazione di diverse scuole di pensiero (mazhab), quattro delle quali sopravvivono tuttora. I loro nomi derivano da quelli dei giuristi che ne elaborarono i principi nel IX secolo d.C.: gli hanifiti (da Abu Hanifa), i malikiti (da Malik ibn Anas), gli shafiti (da al-Shafii) e gli hanbaliti (da Ahmad ibn Hanbal). Dapprima in competizione, queste scuole di pensiero riuscirono in seguito a convivere senza tensioni, considerandosi espressioni della comune eredità sunnita e diffondendosi nei diversi territori del mondo islamico: i malikiti in Africa settentrionale e occidentale, gli shafiti nel Sud-Est asiatico e in Africa occidentale, gli hanafiti nelle regioni dell’impero ottomano e gli hanbaliti in Arabia Saudita. In età moderna, alcune correnti di pensiero hanno posto come obiettivo dell’Islam sunnita il raggiungimento di un’unità effettiva tra le diverse scuole.
Principale centro di diffusione della dottrina sunnita fu Baghdad, sede del califfato dal 762. I califfi, che si proclamarono fin da principio depositari dell’autorità religiosa, dovettero affrontare le rivendicazioni dei teologi in una lotta di potere originata da un dissidio dottrinale. I califfi negavano l’eternità del Corano (sostenuta invece dai teologi) e ritenevano che il testo sacro fosse stato creato nel tempo. L’abbandono di quest’ultima teoria, verso l’850, aprì la strada al riconoscimento dell’autorità effettiva dei teologi in materia religiosa, per quanto i califfi continuassero a essere considerati guide simboliche della comunità sunnita. Il dominio dei califfi di Baghdad sulla maggior parte del mondo islamico rese possibile il prevalere della dottrina sunnita su altre concezioni non supportate dall’autorità politica, e l’identità religiosa riuscì a sopravvivere saldamente anche al crollo del califfato e al passaggio dei paesi islamici sotto diverse dominazioni.
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