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Arabi

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Introduzione

Arabi Popolo di origine semitica, originario delle regioni meridionali della penisola arabica. Il termine arabo ‘Arab (“nomadi”) definisce, oltre agli abitanti dell’Arabia Saudita, tutti gli individui che parlano la lingua araba. I circa duecento milioni di arabi, che oggi sono concentrati soprattutto in ventun paesi, costituiscono la grande maggioranza della popolazione di alcuni stati del Medio Oriente (Arabia Saudita, Siria, Yemen, Giordania, Libano, Iraq, Oman, Emirati Arabi Uniti) e una parte cospicua della popolazione degli stati dell'Africa settentrionale (Egitto, Libia, Algeria, Tunisia, Marocco). Folte minoranze di arabi vivono in diversi altri paesi dell’Africa orientale e dell’Asia meridionale.

La lingua araba costituisce il simbolo principale dell'unità culturale di questi popoli, ma comune alla maggior parte degli arabi è anche la religione islamica. Lingua e religione trovano il loro fondamento nel Corano, il libro sacro dell’Islam. La società araba diede importanti contributi culturali e scientifici nel Medioevo, soprattutto in astronomia, matematica, medicina e filosofia.

2

Storia

La penisola arabica fu centro di una fiorente civiltà già dal IX-VIII secolo a.C. I popoli che vi abitavano, perlopiù nomadi, avevano scambi commerciali e culturali con le altre civiltà del Medio Oriente. A partire dalla predicazione del profeta Maometto l'influenza araba si propagò attraverso il Medio Oriente per giungere, sotto la dinastia califfale degli Omayyadi, in Europa (in particolare in Spagna con il califfato di Cordova e in Sicilia), nell'Africa subsahariana, in India.

2.1

I primi califfi

L'espansione araba ebbe luogo soprattutto sotto i califfi, diretti successori di Maometto, che guidarono le tribù arabe unificate dal primo califfo Abu Bakr (632-634): in particolare sotto Omar Ibn al-Khattab (634-644) furono conquistate Siria, Palestina, Mesopotamia ed Egitto, e sotto Othman (644-656) il resto dell'Africa settentrionale e l'altopiano iranico. Dopo le sanguinose guerre civili che portarono all'instaurazione della dinastia degli Omayyadi (661), i quali con Muawiya (661-680) fissarono la capitale a Damasco, l'espansione venne proseguita da costoro e dai loro governatori periferici, spesso tramutatisi in rivali in grado di sviluppare una propria autonomia, fino a portare gli arabi a dominare, entro il IX secolo, su quasi tutto il Mediterraneo, con la conquista dell'intera penisola iberica e della Sicilia (827) e, verso oriente, fino all'Indo, sottomettendo e convertendo all'Islam interi popoli.

2.2

L’espansione dell’Islam

Nella fascia meridionale della penisola araba, l'Oman, nel IX secolo s'insediò un potentato autonomo, da cui navigatori e mercanti diffusero l'Islam su tutte le coste dell'Oceano indiano, fino in Indonesia a est e nel Corno d'Africa a ovest, e, collegandosi con i mercanti e navigatori musulmani del Maghreb, lungo le coste atlantiche dell'Africa. L'espansione araba in Europa fu bloccata nella battaglia di Poitiers (732) dai franchi di Carlo Martello e nel Mediterraneo dalla potenza bizantina e dall'ascesa delle repubbliche marinare.

Questa ampia area, pur teatro di lotte fratricide, rivolte e secessioni, fu culla di una civiltà unitaria, fondata sulla tolleranza religiosa, sul rispetto etnico, sul sincretismo culturale e, soprattutto, sulla promozione e protezione dei commerci, che rese possibile un intenso scambio di esperienze e di sensibilità tra i popoli sottomessi, animati da fedi religiose pur così diverse come gli stessi musulmani, gli israeliti, i zoroastrani e i cristiani di diversa osservanza, e anche tra quelli confinanti, come buddhisti e gli induisti a oriente e i cattolici romani a occidente. L'espansione araba favorì l'urbanizzazione, con la creazione di splendide città ricche d'arte e di cultura (da Damasco a Baghdad, dal Cairo a Fès, da Tunisi a Cordova e Granada) e con la promozione della ricerca e della divulgazione scientifica e filosofica, che permise addirittura la sopravvivenza di aspetti della grande cultura classica greca e latina e l'acculturazione di popoli, come gli stessi arabi o i berberi del Maghreb, rimasti da sempre ai margini delle grandi civiltà.

L'ispirazione religiosa originaria della potenza araba fece sì che qualsiasi divisione e scontro politico-dinastico all'interno di questo grande impero assumesse l'aspetto di uno scisma. Ogni nuovo pretendente a un potere personale doveva rivendicare la legittimità di quel potere in quanto derivante da Maometto o dai suoi successori, contestando tale legittimità ai suoi rivali e oppositori.

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