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Giulio Romano

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Palazzo Te: facciata estPalazzo Te: facciata est
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Introduzione

Giulio Romano Soprannome di Giulio Pippi (Roma 1499 ca. - Mantova 1546), pittore e architetto italiano, rappresentante del manierismo. Allievo prediletto di Raffaello, assistette il maestro in molte delle sue ultime opere. Dopo la morte di Raffaello ne ereditò una parte del patrimonio; portò a compimento il progetto delle Stanze Vaticane con gli affreschi (eseguiti in collaborazione) della Battaglia di Costantino e dell'Apparizione della Croce, e realizzò con Giovanni da Udine la decorazione di Villa Madama (dal 1520).

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Le opere mantovane

Nel 1524 ca. accettò l'invito di Federico Gonzaga, signore di Mantova e grande mecenate, e si trasferì nella città lombarda per progettare una serie di opere ingegneristiche, architettoniche e pittoriche. Ideò e realizzò il drenaggio dei laghi che circondano Mantova e il sistema di protezione dalle inondazioni dei fiumi Po e Mincio; fu autore della pianificazione urbanistica di alcune vie, progettò Palazzo Te e il Duomo (quest’ultimo terminato dopo la sua morte), ristrutturò il Palazzo Ducale. A Mantova realizzò anche il suo palazzo, la cui decorazione fu completata nel 1544.

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Palazzo Te

La struttura architettonica di Palazzo Te (1524-1526 ca.) rappresenta una sorta di ricapitolazione dei canoni classici ridefiniti da Leon Battista Alberti, con l'introduzione di elementi nuovi, più orientati al gusto manierista. Giulio Romano fu autore anche degli affreschi che ne decorano l'interno: notevoli quelli della Sala di Psiche (1527-1531), un inno alla gioia e al piacere sensuale, e della Sala dei giganti, celebrazione del potere che trionfa sulla ribellione e sul disordine. Altre allegorie, insieme a soggetti di tema astrologico, compaiono nella Sala dei venti e nella Sala delle aquile. In queste opere si esprime un'arte nutrita di una vasta conoscenza figurativa e supportata da una grande perizia tecnica, attraverso la quale il linguaggio classico viene modulato in forme nuove, esuberanti e sorprendenti: la rigorosa misura e il perfetto equilibrio dell'ideale rinascimentale sono ormai superati.

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I dipinti

Tra i dipinti da cavalletto realizzati in età giovanile, si ricordano la Madonna del gatto (Museo di Capodimonte, Napoli), la Madonna della perla (Prado, Madrid) e il Martirio di santo Stefano (1519-1521, chiesa di Santo Stefano, Genova), in cui è riconoscibile il tentativo di una sintesi tra la pittura di Raffaello e quella di Sebastiano del Piombo. Risale al 1533 il ciclo di piccole tele dedicate al figlio neonato di Federico I Gonzaga, ispirate all’infanzia di Giove (Giove nutrito da Amaltea e Nascita di Apollo e Diana, Hampton Court, Londra).

L'attività sia architettonica sia pittorica di Giulio ebbe grandissima risonanza e influenzò profondamente lo sviluppo artistico del secolo successivo.

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