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Ippica

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1

Introduzione

Ippica Sport individuale che si pratica su piste di forma ovale con fondo in erba o in sabbia, in cui il concorrente monta un cavallo o lo guida tramite il supporto di un piccolo carrozzino (o sulky). L’ippica è suddivisa in due specialità: il trotto e il galoppo; a sua volta il galoppo comprende due tipi di gare: le corse in piano e le corse a ostacoli o siepi.

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Il trotto

Le gare di trotto si svolgono su piste con un fondo sabbioso che vanno da 800 a 1000 metri. Il cavallo, mantenendo un’andatura particolare chiamata appunto trotto, traina un sulky a due ruote, sul quale siede il guidatore, o driver. Se nel corso della gara il cavallo “rompe” l’andatura passando, ad esempio, dal trotto al galoppo, viene automaticamente squalificato. L’avvio della gara avviene in linea, dietro allo starter che è costituito da un’automobile, sulla cui parte posteriore viene fissata una griglia: l’auto procede a velocità crescente per poi lasciare via libera ai cavalli sulla linea di partenza. Vince il cavallo che per primo taglia con il muso la linea d’arrivo.

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Il galoppo

Nel galoppo, invece, il fantino monta il cavallo e le gare si svolgono su una pista con fondo in erba o in sabbia la cui lunghezza varia da 800 a 4000 metri. I fantini sono normalmente molto bassi di statura (1,50-1,60 m) e anche molto leggeri: non più di 52 kg. Le corse di galoppo sono di due tipi: con cavalli della stessa età (2-3-4 anni) e senza limite d’età. All’interno di entrambe le categorie esistono ulteriori suddivisioni: le corse con cavalli che portano lo stesso peso (fantino più sella), corse condizionate, Gran Premi; e le corse a handicap, nelle quali partecipano cavalli di diverso valore agonistico, che si tende a rendere uniformi ricorrendo all’aggiunta di pesi, per mettere tutti nelle stesse condizioni di vincere. Per partecipare alle corse in piano, un cavallo deve avere almeno due anni. La partenza avviene da gabbie, o da un cancelletto che viene aperto al momento del via. Vince il cavallo che per primo giunge con il muso al traguardo.

Le corse a ostacoli hanno caratteristiche simili a quelle in piano, ma si differenziano per il fatto di avere lungo i percorsi alcune barriere da superare, che possono essere rappresentate da siepi, fossati e riviere. Le distanze previste vanno da 2800 a 5000 metri.

Tutti i cavalli che partecipano alle corse di galoppo sono purosangue, discendono cioè da tre stalloni arabi che, sul finire del XVII secolo, furono importati in Inghilterra e accoppiati con cinquanta selezionate fattrici; nel trotto, invece, i cavalli sono un incrocio tra un purosangue e una cavalla da trotto.

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Le corse di cavalli nella storia

L’origine delle corse con i cavalli risale all’XI secolo a.C., ma le prime testimonianze relative a competizioni, così come vengono intese oggi, si possono far risalire a gare disputate dai greci nel VII secolo a.C. Grande popolarità riscossero anche a Roma, all’interno dei giochi circensi, le corse di bighe e di quadrighe, fino alla caduta dell’impero d’Occidente, quando l’interesse per l’ippica scemò completamente.

Furono poi gli arabi verso il VII secolo a praticare e dare impulso a questo tipo di pratica sportiva, in seguito esportata in Spagna e successivamente in tutta Europa. Già nel XVII secolo in Inghilterra furono costruiti i primi ippodromi, mentre in altri paesi europei, quali la Francia, la Germania e l’Italia, le prime competizioni si disputarono verso la metà del XIX secolo.

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