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Indennità di disoccupazione Forma di previdenza sociale diretta ad assicurare un reddito minimo ai disoccupati e a favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro. In molti paesi sono previste forme di assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione.
Una prima forma di assistenza a lavoratori rimasti privi di impiego fu quella adottata nel 1789 dalle gilde del commercio della città svizzera di Basilea. I primi piani nazionali obbligatori furono istituiti invece in Gran Bretagna nel 1911 e in Norvegia nel 1915. All'inizio degli anni Trenta, programmi obbligatori contro la disoccupazione furono attivati in diciannove paesi europei. Nel 1935 gli Stati Uniti introdussero uno schema di assicurazione nazionale come parte delle riforme del New Deal per fronteggiare la Grande Depressione. Sistemi di assistenza ai disoccupati si diffusero anche in Canada nel 1940, in Ecuador nel 1942 e in Francia nel 1946. La Svizzera ne ha rimandato l'adozione fino al 1978. In Italia esistono diversi tipi di assistenza ai disoccupati, finanziati prevalentemente con i fondi dell’assicurazione obbligatoria gestiti dall’Istituto nazionale per la previdenza sociale (INPS). I principali sono: l'indennità ordinaria, corrisposta nella misura del 30% della retribuzione per 180 giorni; l'indennità di mobilità, corrisposta in funzione dell'età e della regione di appartenenza del lavoratore per un periodo tra i 12 e i 48 mesi. La Germania prevede misure più generose, ma bilanciate da restrizioni dirette a far tornare il disoccupato al lavoro quanto più rapidamente possibile. In Gran Bretagna viene pagata una somma una tantum al momento del licenziamento. L'Organizzazione internazionale del lavoro raccomanda di prevedere l'erogazione del sussidio per almeno tredici settimane all'anno. L’indennità di disoccupazione viene finanziata con la contribuzione da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dello stato. In Gran Bretagna, Canada, Germania e Norvegia tutti i lavoratori dipendenti godono della copertura contro la disoccupazione; in altri, quali Stati Uniti, Irlanda, Giappone, Austria, i dipendenti statali ne sono esclusi. In Italia sono esclusi i lavoratori occasionali e gli artisti del cinema e del teatro. I disoccupati per malattia o invalidità sono assistiti, invece, tramite altri strumenti.
La funzione e il futuro dell'indennità di disoccupazione sono al centro di un ampio dibattito. In molti paesi i tagli alla spesa pubblica hanno inciso anche sull’assistenza alla disoccupazione, che non solo è stata ridotta ma ne è stato reso più difficile l’ottenimento. In Gran Bretagna, ad esempio, dal 1995 bisogna dimostrare che si sta effettivamente cercando un impiego per usufruire del sussidio di disoccupazione. D’altronde, l’ampiezza del fenomeno della disoccupazione (secondo dati ufficiali, nei paesi dell’Unione Europea nel 1998 i disoccupati erano venti milioni) impone non solo l’attuazione di politiche di sviluppo dell’occupazione, ma anche un migliore utilizzo dello strumento dell’indennità ai disoccupati. Alcuni studi effettuati hanno rilevato che l’indennità di disoccupazione può anche incoraggiare a rimanere disoccupati più a lungo e che quindi sia la causa di una quota, anche se minima, della disoccupazione. Una possibile soluzione a questo effetto negativo può essere una tassazione dei sussidi stessi, come oggi già avviene in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Molti paesi di recente industrializzazione, come Singapore, hanno opposto resistenza all’introduzione dell’indennità di disoccupazione, sostenendo che danneggia la competitività e promuove la dipendenza sociale; spesso questi paesi vedono nell'incoraggiamento di programmi simili un tentativo di soffocare la loro crescita economica.
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