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Ambiente (ecologia) In ecologia, insieme dei fattori esterni a un organismo che ne influenzano la vita. Il termine viene anche comunemente inteso, in senso più ampio, come il complesso degli elementi naturali (quali la flora, la fauna, il paesaggio) e delle risorse che circondano un determinato organismo e, in particolare, gli esseri umani. Una specifica accezione è quella di ambiente interno, che si riferisce all’insieme delle caratteristiche interne a un organismo, soprattutto di natura chimica (ad esempio, le concentrazioni delle sostanze dei fluidi corporei).
I fattori ambientali possono essere di natura chimica (quali la concentrazione dei sali minerali disponibili, il valore di pH, la presenza di fattori di crescita o inibitori) e di natura fisica (come la temperatura, l’esposizione alla luce solare, lo spazio disponibile, la pressione, la presenza di campi elettrici o magnetici, la circolazione dei venti); sono quindi detti abiotici (letteralmente, “senza vita”) perché non comprendono alcun elemento biologico. In realtà, la sopravvivenza di ciascun individuo non dipende soltanto da questi fattori, ma anche dalle interazioni che esso ha con gli altri viventi, siano essi cospecifici (della stessa specie) o di specie diverse. La possibilità di un organismo di accedere alle risorse ambientali, ad esempio, può essere limitata da fenomeni di competizione, oppure facilitata da rapporti di mutualismo. L’interazione tra i fattori ambientali e gli organismi viventi porta alla formazione di un complesso sistema in cui tutti gli elementi sono tra loro connessi da scambi di energia e di materia, e definito ecosistema.
Ciascun organismo, per la sua sopravvivenza, deve disporre di determinate quantità di ciascun fattore; alcuni fattori, però, sono in grado di influenzare l’attività degli altri e vengono detti limitanti. Ad esempio, per un animale che richiede condizioni aerobiche (cioè la presenza di ossigeno) per compiere la respirazione, il parametro “ossigeno” è limitante rispetto ad altri, quali lo spazio o il grado di illuminazione, perché, anche se questi sono abbondanti, in assenza di questo gas l’organismo non può sopravvivere: l’ossigeno, in questo caso, è fattore limitante. Un fattore che è limitante per un organismo può non esserlo per un altro; riprendendo l’esempio precedente, la quantità di anidride carbonica non è limitante per l’animale che attua la respirazione, mentre lo è per una pianta che la utilizza per la fotosintesi. Ancora, un fattore può essere limitante o meno in condizioni diverse: ad esempio, la luce solare giunge sulla terraferma in quantità tale da permettere la fotosintesi, ma penetra nell’acqua solo fino a una certa profondità, diventando limitante per lo sviluppo delle alghe.
I fattori ambientali non permettono lo sviluppo indefinito degli organismi, ma il raggiungimento di un determinato valore di biomassa che prende il nome di capacità portante dell’ambiente. La capacità portante è un valore teorico; in natura, la crescita demografica delle popolazioni è soggetta al controllo operato dai fattori limitanti, ovvero alla resistenza ambientale, che bilancia la spinta all’accrescimento.
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