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L’eucalipto noto come “albero della febbre” (Eucalyptus globulus), dalla corteccia liscia, lucida, che si stacca a placche o a strisce, è una delle specie più diffuse in Italia, ed è un grande albero di 45-50 m di altezza. È conosciuto soprattutto per gli oli essenziali (eucaliptolo), tannini, flavonoidi e altri composti che si estraggono dalle sue foglie e trovano impiego nella fitoterapia e nella produzione di farmaci per la loro azione balsamica e antisettica, espettorante e anticatarrale. Probabilmente furono proprio queste proprietà a promuovere la diffusione di questo eucalipto in Europa, verso la fine del XVIII secolo, dalle regioni d’origine. In Italia, in particolare, la specie fu ampiamente introdotta nelle zone paludose costiere flagellate dalla malaria: infatti, la crescita rapida dell’eucalipto permetteva di creare dense fasce boschive laddove vi erano paludi, prosciugandone le acque stagnanti e combattendo così la proliferazione del “morbo”. Agli inizi del XIX secolo, non essendo ancora stata scoperta la vera causa della malattia, si riteneva anche che il gradevole odore emanato dalle piante contribuisse a combattere la “mala aria”, che si pensava responsabile dell’epidemia. Classificazione scientifica: Il genere Eucalyptus appartiene alla famiglia delle mirtacee, ordine mirtali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme.
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