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Emoteca o Banca del sangue Ente di raccolta, lavorazione, classificazione e immagazzinamento di unità di sangue, plasma ed emoderivati, che possono essere resi disponibili per effettuare trasfusioni sanguigne. Il termine emoteca, o banca del sangue, può anche indicare semplicemente lo speciale armadio frigorifero in cui sono riposte le unità da trasfondere. L'esistenza di emoteche consente, inoltre, di disporre di unità di sangue appartenente a gruppi sanguigni rari in tempi brevi. L’impiego di strutture di conservazione del sangue ebbe inizio durante la prima guerra mondiale. Nel 1916, Francis Rous scoprì l’effetto anticoagulante di una soluzione di citrato e glucosio aggiunta a campioni di sangue, che ne permetteva la conservazione per alcuni giorni. Il medico inglese Oswald H. Robertson utilizzò questa scoperta nell’organizzazione di quella che è nota come la prima banca del sangue, riservata all’esercito inglese; l’istituzione di una emoteca su larga scala, però, si ebbe solo nel 1932 presso un ospedale di Leningrado; quindi, nel 1937, nel Cook County Hospital di Chicago, il medico Bernard Fantus crea un intero laboratorio destinato alla conservazione del sangue e impiega per la prima volta il termine “emoteca”. Molti centri sanitari hanno attualmente banche del sangue proprie e ricevono oltre il 98% del loro fabbisogno da donatori volontari.
Il sangue prelevato mediante donazione del sangue (circa 300 g) viene sottoposto a numerose analisi, che hanno in primo luogo la funzione di accertarne l’affidabilità (occorre essere certi che questo sangue non sia contaminato da agenti patogeni e non contenga sostanze particolari) e, in secondo luogo, quella di stabilirne il gruppo sanguigno e, in generale, di catalogare le diverse unità. Questi scrupolosi controlli rendono più sicura la prassi della trasfusione con unità di sangue provenienti da un'emoteca, rispetto a quella più antica di trasfondere il sangue direttamente dal donatore al ricevente.
Un’unità trasfusionale di sangue intero depositata nell'emoteca consiste di una sacca di plastica contenente circa 450 ml di sangue, alla quale viene aggiunta una soluzione di conservante-anticoagulante (destrosio fosfocitrato con o senza adenina). Le sacche sono conservate a bassa temperatura e hanno una data di scadenza che deve essere scrupolosamente rispettata. Il sangue intero addizionato con destrosio fosfocitrato ha una durata di 3 settimane, quello contenente anche adenina di 5 settimane. Sebbene dopo questo periodo una percentuale di globuli rossi, compresa fra il 70 e l'80%, sia ancora vitale, altri componenti figurati del sangue (globuli bianchi e piastrine) non lo sono più e alcuni fattori della coagulazione (V e VII) presentano un livello di attività molto basso. Nelle emoteche vengono immagazzinate non solo unità di sangue intero, peraltro oggi usate sempre meno (in genere solo in casi di emorragia acuta), ma anche i singoli costituenti ematici (globuli rossi variamente trattati; granulociti; piastrine; plasma; gammaglobuline; albumina; fattori plasmatici specifici, in particolare il fattore antiemofilico e il complesso protrombinico; ormoni). Ciascuno di tali componenti ematici può essere ottenuto sottoponendo il sangue intero a metodi di frazionamento chimico-fisici, e in tal modo può soddisfare particolari necessità di trasfusione.
Sul modello delle banche del sangue o emoteche, sono state istituite altre banche, sia allo scopo di avere materiale catalogato e controllato per la ricerca epidemiologica (ad esempio, le banche del siero), sia allo scopo di disporre di tessuti sicuri e tipizzati per i trapianti (ad esempio, la banca delle cornee); un caso particolare è quello della banca del seme, dove vengono custoditi campioni di sperma congelati da usarsi per l'inseminazione artificiale.
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