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Guerra ispano-americana

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Cuba: le lotte per l’indipendenzaCuba: le lotte per l’indipendenza
Struttura articolo
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Introduzione

Guerra ispano-americana Conflitto combattuto nel 1898 tra Spagna e Stati Uniti, che portò alla liberazione di Cuba dal dominio spagnolo. Inizialmente ebbe carattere di rivoluzione interna ma si trasformò in lotta per l’indipendenza nel 1895, dopo un precedente moto scoppiato nel 1878 per la mancata realizzazione delle riforme promesse dal governo spagnolo a conclusione della guerra dei Dieci anni.

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L’intervento degli Stati Uniti

Il coinvolgimento degli Stati Uniti ebbe ragioni economiche e umanitarie. Il lungo e aspro conflitto interno all’isola aveva determinato ingenti danni alle numerose proprietà americane lì presenti, oltre ad aver bloccato progressivamente tutti i commerci; nonostante le forti pressioni, tuttavia, tanto il presidente Grover Cleveland quanto il successore William McKinley in un primo tempo si opposero fermamente a ogni ipotesi di intervento.

Nuove richieste giunsero però con l’intensificarsi degli scontri, in seguito al rifiuto dei ribelli cubani di accettare soluzioni diverse dal riconoscimento della totale indipendenza, sino alla svolta del 1898, quando il cacciatorpediniere americano Maine esplose misteriosamente nel porto dell’Avana, provocando la morte di 260 persone. Voci di un sabotaggio compiuto dalla Spagna (che si sarebbero rivelate del tutto infondate) vennero alimentate tramite la stampa da parte degli ambienti che avevano forti interessi a Cuba e che contemporaneamente aprirono al Congresso una campagna di denuncia delle condizioni inumane riscontrate sull’isola.

Il 20 aprile 1898 il presidente McKinley approvò una risoluzione del Congresso che intimava l’immediato ritiro delle forze militari spagnole da Cuba; a fronte del rifiuto opposto da Madrid, il 24 aprile giunse la dichiarazione di guerra, assieme al riconoscimento del governo di Washington dell’indipendenza cubana e l’assicurazione che gli Stati Uniti non agivano spinti da mire imperialiste.

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Le operazioni militari e gli esiti del conflitto

Il 1° maggio 1898 le unità navali americane attaccarono e distrussero la flotta spagnola ancorata nella baia di Manila, nelle Filippine; due mesi dopo la città-fortezza di Santiago di Cuba e l’isola di Puerto Rico vennero poste sotto assedio. L’inutilità dei tentativi di forzare il blocco convinsero la Corona spagnola a chiedere la cessazione delle ostilità.

Con il trattato di Parigi, firmato il 10 dicembre 1898, la Spagna dovette abbandonare Cuba e cedere la sovranità su Puerto Rico, l’isola di Guam e le isole dei Ladroni (le attuali Marianne Settentrionali) agli Stati Uniti, che acquistavano le Filippine per venti milioni di dollari, entrando con ciò a far parte del novero delle grandi potenze.

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