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Carlo I Stuart

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Carlo I StuartCarlo I Stuart
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1

Introduzione

Carlo I Stuart (Dunfermline, Scozia 1600 - Londra 1649), re d’Inghilterra, Scozia e Irlanda (1625-1649). Secondogenito e successore di Giacomo I d’Inghilterra (Giacomo VI di Scozia), della dinastia Stuart, divenne l’erede al trono nel 1612, alla morte del fratello Enrico, e nel 1625 salì al trono. Nello stesso anno sposò la principessa francese Enrichetta Maria di Borbone.

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La guerra con il Parlamento

Appena eletto, Carlo dovette subito affrontare l’ostilità del Parlamento, che gli negò i finanziamenti per rafforzare la flotta militare e condurre una guerra in Europa; nel corso della guerra dei Trent’anni, infatti, i territori che appartenevano alla figlia di Giacomo, Elisabetta di Boemia, sposata con un elettore del Palatinato, erano stati conquistati dall’imperatore del Sacro romano impero, Ferdinando II, e adesso Carlo si proponeva di riscattarli. Per riuscire a ottenere i fondi necessari, il sovrano sciolse più volte il Parlamento e fece arrestare i deputati che gli si opponevano.

Negli anni tra il 1625 e il 1630 l’Inghilterra fu in guerra contro la Spagna e la Francia; l’andamento sfavorevole delle battaglie, però, aumentò il malcontento in patria. Nel 1628 Carlo fu costretto dal Parlamento ad accettare la Petition of Rights, che limitava le prerogative reali e imponeva una riduzione delle tasse.

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La rivolta scozzese

Nel 1629 il Parlamento fu nuovamente sciolto e il sovrano diede inizio a undici anni di governo assoluto durante i quali, per riempire le casse dello stato, fece ricorso a ogni forma di tassazione. Il clima di tensione raggiunse il culmine nel 1637, quando Carlo tentò di imporre la religione anglicana alla Scozia presbiteriana: la nobiltà scozzese, i feudatari e i ministri presbiteriani, riuniti nel Covenant, scatenarono una rivolta contro l’Inghilterra.

Carlo, incapace di tenere testa ai ribelli e messo alle strette dalla mancanza di fondi, fu costretto a convocare il cosiddetto Parlamento Corto (Short Parliament, 13 aprile – 5 maggio 1640), dal quale però non riuscì a ottenere gli sperati aiuti economici.

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Il Parlamento Lungo

In seguito, nel novembre del 1640, Carlo convocò il cosiddetto Parlamento Lungo (Long Parliament), guidato dal presbiteriano John Pym. Il re dovette accettare pesanti limitazioni al proprio potere e fu costretto a ratificare la condanna a morte dei suoi principali consiglieri, fra cui il conte di Strafford. Nell’ottobre del 1641 i cattolici irlandesi insorsero e Carlo si rivolse al Parlamento al fine di organizzare un esercito con cui sedare la rivolta.

I Lord temettero però che il sovrano volesse usare l’esercito contro di loro e risposero con la Grand Remonstrance, una petizione che concedeva al Parlamento il potere di ratificare le nomine dei ministri. Il re si eresse a difensore del vecchio ordine e riuscì a radunare un esercito, alla testa del quale si presentò in Parlamento con l’intenzione di arrestare Pym.

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