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Introduzione; Ordine dei libri; Uso; Ispirazione biblica; Bibbia e cultura dei popoli; L’Antico Testamento; La Legge e le raccolte di leggi; Scritti apocalittici; Lo sviluppo dell’Antico Testamento; Il canone; Testi e versioni antiche; Antico Testamento e storia; Tematiche teologiche dell’Antico Testamento; Il Nuovo Testamento; Manoscritti; La letteratura cristiana antica; Il canone del Nuovo Testamento; Versioni antiche; La letteratura del Nuovo Testamento; Forme letterarie; Nuovo Testamento e storia; Cenni sulla cronologia neotestamentaria; I racconti dell’infanzia; Gli apostoli e la Chiesa delle origini; Principali temi del Nuovo Testamento; Dio; Gesù; Lo Spirito Santo; Etica
Bibbia Il libro sacro dell’ebraismo e del cristianesimo. Accanto a sostanziali identità, le due versioni della Bibbia (dal greco biblía, “libri”) presentano importanti differenze: la Bibbia ebraica è formata infatti da 39 libri, originariamente scritti in ebraico, con alcune sezioni in aramaico; la Bibbia cristiana si presenta invece divisa in due parti: l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento, composto di 27 libri. Il cosiddetto Antico Testamento dei cattolici è identico alla Bibbia dell’ebraismo, ma comprende sette libri in più e alcuni testi aggiuntivi (vedi la tabella Libri della Bibbia); la versione dell’Antico Testamento usata dai protestanti coincide invece con i 39 libri della Bibbia ebraica. I libri e le inserzioni che differiscono nell’edizione cattolica e in quella ebraico-protestante sono denominati apocrifi dai protestanti e libri deuterocanonici dai cattolici. A partire dal Medioevo i libri della Bibbia furono considerati un insieme unitario.
La suddivisione, l’ordine e il numero dei libri differisce nelle versioni ebraica, protestante e cattolica della Bibbia. Quella ebraica si suddivide in tre parti: Torah, o Legge, detta anche libri di Mosè; Nebiim, o Profeti (ulteriormente suddivisi in Anteriori e Posteriori); Ketubim, o Scritti, che comprende tutti gli altri testi. L’Antico Testamento cristiano suddivide i libri secondo l’argomento: il Pentateuco, che corrisponde alla Torah; i libri storici; i libri poetici e sapienziali; i libri profetici. La versione cattolica e quella protestante dell’Antico Testamento collocano i libri nella medesima sequenza, ma, come è stato osservato, la versione protestante accoglie soltanto i libri che si trovano nella Bibbia ebraica. Il Nuovo Testamento comprende: i quattro Vangeli; gli Atti degli Apostoli; le lettere di Paolo e di altri autori apostolici; l’Apocalisse (chiamata, nel mondo protestante anglosassone, libro della Rivelazione).
Considerata Sacra Scrittura e venerata come espressione della rivelazione e della volontà di Dio, la Bibbia viene letta durante tutte le funzioni religiose e i suoi versetti sono all’origine di ogni predica liturgica; è anche occasione di studio e riflessione, sia in ambito pubblico che privato. Il suo linguaggio ha ispirato la preghiera, la liturgia e l’innodia ebraica e cristiana.
Il cristianesimo delle origini ereditò dall’ebraismo l’autorevolezza delle Scritture, senza mai porla in discussione. Anche se inizialmente non venne proposta alcuna dottrina formale riguardante l’ispirazione delle Scritture, i cristiani in generale ritenevano che la Bibbia fosse depositaria della parola di Dio, comunicata dal suo Spirito, prima attraverso i patriarchi e i profeti, poi attraverso gli apostoli. Non a caso gli autori dei libri del Nuovo Testamento si appellavano all’autorità delle Scritture ebraiche per sostenere le proprie affermazioni su Gesù. Nel corso del XIX secolo, come risposta alla nascita della critica biblica, che spesso pareva mettere in dubbio l’origine divina delle Scritture, si tese ad accentuare la dottrina che riteneva la Bibbia ispirata dallo Spirito Santo e pertanto infallibile. Per spiegare tale dottrina, studiosi e teologi elaborarono diverse teorie che riconfermando il dato della fede ne misero in risalto anche la ineliminabile dimensione storica.
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