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Ficino, Marsilio

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D. Ghirlandaio: umanisti della corte mediceaD. Ghirlandaio: umanisti della corte medicea
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Introduzione

Ficino, Marsilio (Figline Valdarno, Firenze 1433 - Careggi, Firenze 1499), filosofo italiano. Tradusse e commentò le opere di Platone e di numerosi filosofi antichi, dando un forte impulso al platonismo rinascimentale.

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Le traduzioni

Compiuti gli studi di medicina e filosofia, dopo la preparazione al sacerdozio (sarà ordinato prete nel 1473 e nominato canonico della cattedrale di Firenze) Ficino si dedicò a imparare il greco. Incoraggiato da Cosimo de’ Medici, che gli donò una villa a Careggi affinché potesse lavorare in tutta tranquillità, tradusse in latino il Corpus Hermeticum, gli Inni di Orfeo e i Commentaria in Zoroastrem tra il 1462 e il 1463, tutti i Dialoghi di Platone tra il 1463 e il 1477, le Enneadi di Plotino tra il 1484 e il 1490, e le opere di Dionigi Areopagita tra il 1490 e il 1492. Tradusse inoltre svariati testi di altri pensatori medioplatonici, neopitagorici e neoplatonici, tra cui Porfirio, Giamblico e Proclo.

Attorno a Ficino e al suo straordinario sforzo di recupero dei testi della “prisca theologia” (l’antica teologia contenuta nelle opere di Ermete Trismegisto, Orfeo e Zoroastro ed erroneamente ritenuta anteriore a Platone) e della tradizione platonica, nacque la cosiddetta “Accademia Platonica” (vedi Accademia), che non fu una scuola nel senso proprio del termine quanto piuttosto un gruppo di studiosi e di eruditi accomunati dai medesimi interessi.

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Religione e filosofia

Nella sua Teologia Platonica (1482) Ficino si fece propugnatore del progetto di una saldatura tra religione e filosofia, resa possibile da una ripresa della dottrina di Platone e finalizzata a un rinnovamento spirituale dell’uomo. Tutta la realtà del cosmo venne da lui distinta in cinque gradi, che sono il corpo, la qualità, l’anima, l’angelo e Dio. In questa gerarchia l’anima occupa una posizione intermedia e costituisce il nodo della creazione, la “copula del mondo”. Questa funzione mediatrice dell’anima si esplica attraverso l’amore che, connettendo il mondo a Dio, tiene armoniosamente unite le diverse parti della creazione e, disvelando la bellezza, innalza l’anima alla contemplazione dell’armonia universale.

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Ficino e la magia

Non meno rilevante dell’influsso del platonismo sulla dottrina di Ficino fu l’attenzione per la magia naturale e l’astrologia, fondate entrambe sulla concezione di un’universale animazione del cosmo.

La magia naturale, che Ficino distinse dalle pratiche con cui si evocano i demoni o si fanno sortilegi e che devono perciò essere respinte, è intesa come “un modo per sfruttare i benefici celesti con mezzi naturali per la buona salute dei corpi” ed è esposta nei tre scritti che compongono il De vita (1498). Resa possibile dallo “spirito”, una sostanza sottilissima che è presente in ogni cosa e che permette all’anima di agire sui corpi materiali e viceversa, la magia naturale insegna a servirsi di erbe, pietre e metalli per “catturare” gli influssi planetari e sfruttare così la simpatia che lega tra loro uomini, mondo e cielo.

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