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Embargo Act

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Embargo Act Legge con la quale venne proibito alle navi statunitensi il commercio con le nazioni europee per tutto il corso delle guerre napoleoniche. Votata dal Congresso nel dicembre del 1807 su proposta del presidente Thomas Jefferson, intendeva rispondere al mancato rispetto da parte delle potenze in conflitto dei diritti dei paesi neutrali.

I prevedibili effetti economici dell'embargo spinsero molti vascelli americani a salpare e raggiungere le acque internazionali prima della sua entrata in vigore; successivamente fu esteso il ricorso all'attività di contrabbando, nonostante le ulteriori misure restrittive varate dal governo federale nel 1809, tra le crescenti proteste delle assemblee nazionali che vedevano in esse una evidente violazione degli States' Rights. Impopolare all'interno, l'embargo si rivelò inefficace anche nei confronti delle potenze straniere. L'isolamento della Francia era infatti già pressoché totale a seguito dell'azione della Marina britannica; quanto alla Gran Bretagna, tanto per le importazioni di materie prime che per le esportazioni, essa bilanciò ampiamente le perdite sui mercati statunitensi con il forte incremento degli scambi con quelli latinoamericani.

Piuttosto che l'atteso riconoscimento europeo dei diritti di neutralità, l'embargo finì dunque con il produrre profonde divisioni interne, mettendo in difficoltà l'amministrazione repubblicana di Jefferson e rafforzando l'opposizione dei federalisti. Con il Non-Intercourse Act del 1° marzo 1809, i commerci internazionali statunitensi vennero riattivati con tutti i paesi stranieri, Gran Bretagna e Francia escluse.

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